Il template mi è ancora ostile.
Non sono ancora riuscita a interferire nei suoi oscuri meccanismi fatta eccezione per la modifica di qualche dicitura qua e là.
Tutta la barra di sinistra aspetta di essere riempita di link immagini e informazioni, tutto sta a vedere come.
L’obiettivo del giorno è scoprire come organizzare A MODO MIO i link, separarli, dividerli per categorie, inserire un misero A CAPO, diosanto, un capoverso non si nega a nessuno!
Modificando la disposizione attualmente in ordine alfabetico, magari tolgo Agustina dalla Pole Position, non perchè non se la meriti, ma perchè messa lì così in apertura magari da un’idea (mica tanto) sbagliata dei miei interessi e delle mie priorità.

Come potete vedere oggi è giornata di post in modalità Minestrone Fuffologico.
Faccio del mio meglio per non trasformare (cito
Sociopatica) "questo luogo armonioso in un contenitore di puttanate intimiste".

Oggi vorrei parlarvi del Grattino, delle sue proprietà terapeutiche e delle sue applicazioni in tempo di carestia.

Venerdì i miei grattini sono stati valutati dalla cara Fox (di cui abbiamo una diapositiva—> Fox, appena sveglia) come una valida alternativa ai rapporti eterosessuali. Ho trascorso la serata di compleanno di un amico ad elargire grattini a Fox versione felino pigro consenziente, su di me svaccata/seduta/adagiata, nelle seguenti varianti:

  • Il grattino ai capelli:
    Che poi è per metonimia un grattino al cuoio capelluto; ad avere le giuste unghie produce gli stessi goduriosi effetti del rinomato
    orgasmatron. Da non perdere. Le endorfine si sprecano.
  • Il grattino dietro il collo:
    Con le unghie o coi polpastrelli, provoca una temporanea reversibile mutazione genetica da umano a felino; se il grattino è ben effettuato il paziente inizierà a stendere il collo, girare la mandibola, alzare il mento per offrire più superficie possibile al vostro movimento. Se proprio siete dei maestri, inizierà a fare le fusa.
  • Il grattino alla schiena:
    Sopra la maglietta con le unghie, sotto la maglietta bastano anche i polpastrelli, il grattinatore per ingannare il tempo può dilettarsi a scrivere poemi sull’ampia superficie o disegnare volute barocche. Occhio alla pressione esercitata, potreste lasciare segni ascrivibili a pratiche sadomaso.
  • Il grattino a gambe e braccia:
    Quando Fox mi tende la mano non è una formula di saluto: vuole un grattino sul braccio. Quando poi come venerdì indossa una minigonna e mi si siede di fronte, vuole un grattino sul quadricipite. Lei se ne sta lì a godere come un bradipo narcotizzato e io osservo le reazioni che il gesto provoca nella fauna maschile circostante. In effetti la scena fa la sua porca figura e genera le sue belle invidie. Sono soddisfazioni.

 

 

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