Sono avvolta in un’atipica calma buddhista.

Sono atarattica al punto che quando il condizionatore inizia a gocciolare la condensa dentro invece che fuori come si converrebbe, prendo un secchio senza scompormi e lo accomodo sotto il flusso, indifferente al fatto che non sia normale che mi piova sulla testa, al coperto.

Ho trascorso ore a nutrire le mie meningi con tonnellate di materiale blogghizio totalmente inutile e vagamente divertente, un pò come questo mio umile spazio vitale.

Essendomi poi soffermata soprattutto su Sociopatica e sulla sua illuminante sessuologia, mi si sono impastate le sinapsi in una densa appiccicosa materia comunemente detta Sana Giovane Libido

(btw, quiz v.m. 18, indovina le circostanze di una tal frase: "Scusa, è che prima sei stata troppo brava")


Occhio/beato (a) chi mi incrocia stasera. Roar.

Il weekend mi attende a braccia aperte ma io non gli sto correndo incontro. Me ne sto seduta sotto la veranda con un gatto in braccio dedicandomi alla salubre attività di sistemarmi le sopracciglia, e sbadiglio.

Colonna sonora del momento:

inevitabilmente le canzoni più significative ci si stampano nella mente, basta sentirle nominare e passiamo giornate a sentirne l’armonia, oltre alle solite voci (NO! Adesso NO!). Stasera è il caso di un capolavoro della musica italiana, un baluardo del melomane d’amore, un caposaldo del sentimentalismo partenopeo: PERDERE L’AMORE, di Massimo Ranieri. Me l’hanno nominata ed ecco che nella testa mi scorrono versi come sugli schermi di Piccadilly Circus:

"E adesso andate viaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa voglio restare sooolooooo"

Ehh.. che capolavoro.. Non ne fanno più. La consiglio, cantata a pieni polmoni, in un caso: quando l’amore l’avete perso veramente, ovvero vi hanno abbandonato per strada come un cane d’estate e avete il cuore a pezzi. Cantatela, e vi sentirete così idioti che smetterete di piangere e riderete. Da lì è tutta discesa.

ah. Oggi è la notte di San Giovanni, notte di streghe, folletti, magie e orgie intorno ai falò.
Qua da noi si dice che le donne in cerca di marito debbano rotolarsi nude nei prati alle prime luci del giorno che segue la notte di San Giovanni, e inzupparsi di rugiada.

E questo è il cielo fuori casa mia:

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