Non sono ancora riuscita del tutto a lavare via la tristezza e la solitudine dell’incontro ravvicinato con qualcuno su un altro pianeta. Invidiabile primato, nessuno come te mi sa far sentire così irrimediabilmente sola.

[You, I thought I knew you
You, I cannot judge
You, I thought you knew me]

Per scacciare il senso di squallore mi sveglio tardissimo.
Mando messaggi a chi sa leccarmi le ferite.
Leggo e viaggio lungo l’India del Nord insieme a Yehoshua
Me ne sto in silenzio a sentire il sole dalla finestra che scotta tra le fessure della persiana e penso al caldo torrido e all’umidità spietata del monsone che mi aspettano ad agosto, e mi sembra che scotti meno.
Non sono ancora partita e già guardo con gratitudine a piccolezze come le strade tutto sommato pulite, senza carogne o topi o fango, alla deliziosa acqua del mio rubinetto, all’ombra del nocciolo e degli ulivi, alla frutta a malapena da lavare, mangiata con la buccia.
Alla mia casa, alla mia macchina, alle mie scarpe, ai miei libri, alla possibilità di andare in un altro continente.

E’ già sera, e con comodo mi vesto per il falò, sono le 22 e non è ancora spuntata la luna. Guido a finestrini spalancati e mi godo i profumi di alberi fioriti, di un ristorante aperto, di sterpi bruciati, di prati innaffiati e odorosi d’erba. Decido che ad accompagnarmi sarà Ani Di Franco, inclassificabile cantante dalla voce ribelle e intima, che sembra sempre stia parlando proprio con te.
Fumo, canto e raggiungo la spiaggia.

So già di cosa ho bisogno.

Quest’anno non l’ho ancora fatto, è già tardi, troppe notti sono passate senza farlo
Senza andare incontro all’oscuro respiro del mare buio
Alla vaga promessa della luna che si degna di sorgere solo dopo la mezzanotte, accompagnata da una stella cadente quantomai opportuna.

Via i vestiti, corro nel buio e sono dentro. Acqua e sale nelle orecchie, tra le dita, sulla faccia, nei capelli, sono dentro la pancia scura dell’Adriatico

 sono dentro

e i suoni si ovattano
e il dolore si scioglie
e lo squallore si lava
e sono lontana da tutti come sempre e li guardo dalla deriva
e le gambe mi tengono a galla senza che io glielo comandi
e guardo su verso le stelle

e sarò anche folle ma in una nuvola vedo la forma a goccia dell’India.

Mi asciugo al fuoco, mi incanto come sempre. Mi lascio accarezzare dal calore delle fiamme e da chi sa leccarmi le ferite.

E sono nuova.

 

I forgot my shirt at the water’s edge
The moon is low tonight

Nightswimming deserves a quiet night

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