Con questo misterioso titolo inizia la saga dei post dedicati alla promozione turistica e abitativa della mia ospitale bistrattata sottovalutata e sconosciuta regione:

l’Abruzzo.

I gradi di ignoranza in merito sono felicemente riassunti nel seguente scambio di battute tipo,
tra me (J) e un fantomatico interlocutore Straniero di una regione a caso che non sia l’Abruzzo (S)

S. Di dove sei?
J. L., prov. di CH
S. Ah in Svizzera!
J. Mmm.. NA! Abruzzo.
S. …
J. Sai, tra le Marche e il Molise..
S. Aaahhh, gli Abbruzziemmolise!
J. Mmmgrrr NA! Siamo due regioni orgogliosamente separate da un bel pezzo.
S. Beh sì dai quello.. con le pecore, i pastori.
J. MMMMMGRRRRROAR beh immagino di sì, sull’Appennino ci saranno ancora dei baluardi dell’antica pastorizia, ma guarda che c’è anche il mare, e il telefono, e l’alfabeto, e il computer, e l’acqua calda e l’elettricità, e i post-it, e le strade asfaltate. Sai, il progresso.
S. Ah.

Dev’essere tutta colpa di Linea Verde che quando passa per di qua lo fa solo per seguire le vie della transumanza.

Da una conversazione con un pavesino traggo i vantaggi più evidenti di abitare da queste parti:

1. Montagna a tre passi, mare a due.
2. La cucina. Qualcuno di voi piccoli lettori ha assaggiato il Bocconotto che lungi dall’essere una pratica sessuale (ma volendo anche quella non manca) è uno dei dolci più voluttuosi della terra.
3. Il vino. Parecchi di voi piccoli lettori avranno assaggiato dalle mie manine il Montepulciano d’Abruzzo Collesecco Rubino.
4. Con l’acqua dei nostri rubinetti ci fabbricano pasta conosciuta e venduta worldwide come la DeCecco e la Delverde, per dire la bontà.
5. Non respiriamo metalli pesanti.
6. Io torno a casa dall’ufficio in cinque minuti netti.
7. Abbiamo l’aeroporto (incredibile, eh?), i ristoranti, il cinema, la pizza a domicilio, i teatri, le università (parecchie), le stazioni sciistiche, quelle balneari, i trans, gli immigrati, gli orsi e i lupi nel parco nazionale d’Abruzzo, avevamo quell’onanista di D’Annunzio (e tralascerò di dire che pure Costanzo ha origini abruzzesi. Scusate. Non volevamo), e John Fante (il contemporaneo di Bukowski, creatore di Arturo Bandini, protagonista di Chiedi alla polvere) ha origine in un paesucolo dei nostri monti. Mica pizza e fichi.

Man mano che la mia grafomania partorirà episodi di questa serie conoscitiva, impareremo insieme a conoscere ad esempio la nostra lingua, che fa idioma a sè, con evidenti influenze arabe che potete vedere nel titolo, che non è una sura del corano bensì una frase che si traduce più o meno con "Se dobbiamo scendere, scendiamo, se non dobbiamo scendere, non scendiamo"

Questa cosa qui sotto è opera del suddetto pavesino.

Annunci