Foglio bianco, e monitor senza i rossi.

 

Ispirazione che latita, giornata plumbea.

 

Il notebook mi tradisce e diventa daltonico, a tratti del tutto cieco. Perde tutti i rossi e mi mostra un desktop blu, giallo e verde. Il fiore fucsia che campeggia sullo sfondo è indaco come la notte, e non ha più niente della giornata estiva in cui l’ho catturato. E’ autunno anche sul monitor.

 

Polpacci indolenziti e fame chimica mi ricordano che è stato un dolce weekend di ozio e voluttuose fatiche, di cibo buono che a ripensarci torna la voglia, di film e coperte e naso affondato dietro il suo collo, di superfici insolite e movimenti silenziosi e lunghi sonni morbidi e sincronizzati.

 

Per reazione al monitor che mi nega i rossi mi viene voglia di mangiare cose rosse, mi dirigo al distributore in ufficio, inserire chiavetta, selezionare prodotto, scelgo un pacchetto di cracker con la scritta Pizza, il pacchetto è rosso, il gusto di pizza è rosso, può andare.

 

Il pranzo a casa però mi delude, è tutto bianco di pasta o arancione di carote o verde di zucchine. Niente rossi.

 

Tento di scrivere qualcosa di molto rosso ma scribacchio soltanto fredde (blu) o fresche (verdi) ricognizioni dell’ambiente circostante.

 

Le grandi religioni orientali auspicano l’abbandono delle passioni rosse a favore di una fresca atarassia pastello, o bianca di luce divina.

 

Ho un monitor zen?

 

Parole oziose, avrei bisogno di un’idea, di qualcosa da raccontare.

 

Mi è stato chiesto “se vuoi, mandaci qualcosa”.

 

Se voglio? PerLaMajella se voglio!!

 

Peccato che tentare di scrivere qualcosa con uno sviluppo narrativo, che non sia una breve bloggata autoreferenziale, a comando sia missione impossibile. Rimetto in borsa la moleskine, e la prossima volta che un’idea mi fulmina sulla via di Damasco, la infilzo su quella carta sottile come una farfalla da collezione.  E vediamo!

 

Cerco idee di damasco rosso.

 

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