Ero alla stazione di Rimini con un’ora da far passare, la sigaretta l’avevo sfruttata, il bagno pure, il caffè anche, il cioccolatino figuriamoci, il libro m’era finito. A meno di non mettermi a rapinare i passanti, per far passare il tempo ho tirato fuori Kalì (la mia coolpix).

Quando ho scoperto che potevo fare i disegnini con la luna come punta di matita sono regredita allo stadio di una novenne con in mano una scatola di Lego da 4000 pezzi.

Comunque non ne ho tirato fuori che cuori e qualche mia iniziale. Del resto, a nove anni…

Ho finito di leggere Houellebecq e ho iniziato con lui . Ho scoperto peraltro che Houellebecq sarà ospite di Bonolis in non so quale prossima trasmissione. E anche Gore Vidal. Gore Vidal è un anziano signore americano del quale ho letto soltanto un romanzo che aveva a che fare con l’iniziazione (omo)sessuale di un ragazzo (“La statua di sale”). Comunque è un pezzo grosso della letteratura americana. Mi terrò informata sulle puntate e sopporterò Bonolis.

Ieri La Talpa è finita. Lo dico con sollievo, anche se avevo preso a seguirla. Ha vinto quell’essere inutile di Vallesi e come non trovarsi d’accordo con l’arguta Biancablu: “Quindi il gioco non era scoprire chi fosse la talpa ma accorgersi che la dentro c’era anche tal paolo vallesi”

Qui nevica abbastanza di brutto e il gelo compromette la mia già precaria circolazione periferica, costringendomi a delle misure drastiche quali stare venti minuti coi piedi nell’acqua bollente. Succede che l’acqua si raffredda e i miei piedi non si scaldano, però diventano di un bel fucsia.

Ho comunque avuto un’illuminazione sull’utilizzo del portatile, di fronte alla contingenza di non congelarmi il culo in camera da letto. Il nuovo gioco funziona così. Si prende il portatile, lo si porta in cucina, ci si siede vicino alla stufa a legna, lo si mette in grembo e si sta lì al caldo. Semplice e geniale. Come l’uovo di colombo. Il fatto di non averci pensato prima e di essermi ghiacciata le terga per giorni e giorni dovrebbe darmi da pensare sugli effetti del freddo sulle mie capacità cognitive.

Ieri ho scoperto lui e i suoi disegni e mi è venuta una voglia compulsiva di stamparli tutti tutti dal primo all’ultimo e tappezzarci camera. Sono fantastici.

Concludo quest’informe zibaldone raccontando il mio inquietante sogno di stanotte.

Stavo per sposarmi, non so con chi.

La chiesa somigliava all’ingresso del Taj Mahal, con uno spiazzo enorme bianco abbagliante, arrivavo con la macchina fin davanti alla porta, guidava mamma e a fianco c’era M. (mia sorella), mamma portava pantaloni di un turchese luccicante e altri dettagli turchese/pavone, mi piaceva, lei era contenta, io ero seduta dietro con M. (altra sorella), scendevo dalla macchina e gli invitati erano tutti già dentro, M. si era addormentata in  macchina, ci restavo male, mi sembrava che non gliene importasse niente dell’importanza dell’evento.

avevo un vestito semplice, bianco, senza spalline, prendevo da parte M. e tristemente le dicevo "Non ho niente di regalato, niente di blu, niente di prestato…" E lei mi diceva che non aveva importanza.

Ero presa malissimo perchè la cosa era stata evidentemente organizzata in fretta e furia e io non avevo potuto pensare a nessuno di tutti i dettagli di cui mi sarebbe piaciuto occuparmi. Ci aveva pensato qualcun altro e io mi ritrovavo soltanto lì a cose fatte.

A un certo punto altri invitati continuavano ad arrivare e alla mia sinistra arrivava A. (l’ex) con gli amici e io volevo che mi vedesse col vestito e pensasse che ero bella e che era stato un cretino e che provasse rimpianto, e invece lui non mi guardava nemmeno.

Delusa, mi avviavo verso l’ingresso con mia sorella, l’organo iniziava la marcia nuziale e io chiedevo che cazzo di fine aveva fatto papà, che volevo mi accompagnasse, e non si sapeva dov’era finito.

Per fortuna mi sono svegliata in fretta.

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