E’ passato un po’ eh?

 

Qualche giorno di silenzio stampa per pensare e organizzare e ipotizzare e parlare parlare parlare e non dormire, e ora sono qua davanti alla mia finestra, e ho una lettera da preparare e un CV finalmente pronto, e 600 cc di sangue in meno, chè stamane ho lasciato al prossimo un po’ di zero positivo. Mi barcameno tra etti di serenità e un pugno di inquietudine, un pizzico di amarezza e intraprendenza q.b.

 

Voglio fare tante cose, dai progetti minimi come togliere le 4 dita di polvere sull’armadio o riordinare l’esondante cassetto delle calze, ai progetti più grandi che non sto qui a spiegare. Mi piovono addosso freschissime e corroboranti dichiarazioni d’amore e di stima per le quali devo anche stare attenta a non montarmi la testa. Piovono anche idee e proposte allettanti. Mi sforzo di tenermi umile, di tatuarmi gli errori commessi, di spalancare le porte alle possibilità.

 

Devo imparare a parlare e a far conversazione.

 

Devo imparare a fare economia.

 

Devo imparare a cucinare (e questo è il proposito con cui ho brindato al 2006, vero Bedo?)

 

Devo imparare ad osare.

 

Un terremoto ha buttato giù una parte della mia vita e ora rimuovo in fretta le macerie, e butto altre fondamenta.

 

A febbraio mi pubblicano un raccontucolo la cui narratrice è una tizia che va via il suo ultimo giorno di lavoro. Quando si dicono le coincidenze. Scrivendone immaginavo come ci si potesse sentire. Il senso di salto nel buio, di libertà, quella punta di rimpianto a cui non hai neanche tempo di pensare.

 

Sabato ho portato il mio uomo in montagna. Ho guidato, ho ricordato la strada, non ci andavo da un pezzo e soprattutto non avevo mai guidato io, eppure ci sono arrivata. Abbiamo passeggiato tra gli alti spuntoni, nelle chiazze di neve, tra gli alberi gelati e il torrentello sul punto di solidificarsi. Nel silenzio rotto da un verso di rapace. Abbiamo camminato in mezzo alla natura che dorme per resistere all’inverno, in attesa. Ho pensato: sono libera.

 

[…]but something has to happen first

 

I know winter has to come before it blossoms[…]

 

And now only time will tell.

 

(“Broken” – Elisa)

 

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