R.I.S. ovvero come tentare di apparire fighi come C.S.I.:

 

– infilando un “Cazzo!” dalle 10 alle 20 volte per puntata (“Ehi, ha detto cazzo! Wow!”);

– con una telecamera a mano che fa un po’ Blair Witch Project, fa inquietante, fa realistico, fa espediente originale e soprattutto fa venire il mal di mare;

– con un montaggio fatto con Powerpoint.

– con due protagoniste femminili prese da Non è la rai e una di stasera presa dalla Talpa.

 

Ieri ho guardato Nip/Tuck per la prima volta e ci ho beccato:

 

  1. una tipa nell’episodio che si chiamava Jun (più probabilmente era una June ma – suvvia –  la pronuncia è quella)
  2. (nell’anteprima del prossimo episodio) un tizio con delle lacrime tatuate in faccia, e qui caro lettore ignaro bisogna spiegare che al mio passato appartiene una personcina che di recente si è tatuato una lacrima sotto l’occhio destro, oltre ad aver emulato Mitchum predicatore psicopatico ne La morte corre sul fiume tatuandosi quattro letterine sulle nocche di una mano.

 

Oggi sono un’India e quattro mesi col mio uomo. Sì lo so sono fatti miei ma volevo celebrare.

Sono anche 6 giorni che la mia giovane vita è bruscamente cambiata e mi si è aperta immediatamente una porta fantastica, che anche se non dovesse portarmi da nessuna parte, sarò felice di aver imboccato. Un corso. Un’altra città. Mi si profilano tempi di pendolarismo e di economie. Di colpo inizio a interessarmi alle tariffe dei cellulari, ai prezzi dei profili adsl, pago i parcheggi per timore delle multe, cerco i regionali per pagare di meno, ignoro i saldi e mi convinco che non mi serve niente. Da consumatrice incosciente a economa nel giro di una settimana, cambio radicale di forma mentis.

Avrei potuto risparmiare di più negli ultimi anni, ma non avrei visto l’India, non sarei stata a Londra, non sarei stata in Spagna e Portogallo, non avrei comprato un mare di libri, e di vestiti, non sarei salita dall’uomo così spesso, forse non saremmo neppure insieme, senza quel viaggio folle, non avrei questo notebuc aperto sul mondo, non avrei la digitale a fermare la bellezza, quando la incontro.

Strano, non sono punto pentita di non aver taccagnato.

P.S. Oddio il virus di immaginare COSASAREBBESUCCESSOSEINVECE.. mi è entrato in circolo peggio dell’analcolico moro dopo solo dieci minuti di incauta visione di quell’inspiegabile obbrobrio di Ruggeri. Quando io e D. siamo usciti da casa di L. siamo stati cinque minuti a pensare "E se facessimo le scale e nell’ascensore ci fossero 100 euro? E se prendessimo l’ascensore e per le scale ci fosse un serial killer?"

Annunci