Ma quello che ha digitato su Google “voglio farmi una pippa” ed è arrivato qui, cos’è che cerca, le istruzioni? Oppure ha preso google per un pozzo dei desideri. Invece di scrivere qualche parola chiave getta la monetina ed esprime il desiderio.

Qua si fa finta che sia estate e lavo la piattanza in fretta e furia per non perdere ore preziose di sole. Gli abiti leggeri incombono e io oltre a essere pallida come Paolina Borghese, ho ciccia in esubero da asciugare via. Essendo irrazionalmente convinta che il sole mi faccia dimagrire almeno un po’, mi espongo in costumino rosso sulla branda, con Izzo in mano in dirittura d’arrivo. A rendere la cosa più interessante (andarono a chiamare un altro elefante), casa di zia una decina di metri più in alto si riempie di operai muratori ed elettricisti, che sono alla distanza perfetta per: A. gradire una donzella in costume il primo di Aprile che è una primizia; B. non vedere la ciccia e neanche le gambe non esattamente di seta ma solo una gradevole sagoma discinta.

Nella beatitudine del sole, del libro e degli uccellini, ogni tanto Cijetta la gatta mi salta sulla panza, e io amabilmente la butto giù ché mi tira i fili del costume con le unghie.

Serata a PE come da copione, ieri. Mi addormento per la seconda volta nella mia vita davanti a Blade runner, facendo le fusa sulle tette di L. e mettendo i piedi in faccia a D. Non ce la farò mai a vederlo per intero. Dev’esserci qualcosa di ipnotico, forse l’aria rincoglionita di Harrison Ford. Torniamo a casa alle tre di notte e Davide mi allieta improvvisando un balletto ghei sulle note di Karma chameleon “I’m a maaan, without convictioooon”. Poi mi si dice che non è mia sorella.

 

Un L. avvinazzato alle quattro di notte mi scrive scuse su emmessenne. Non ci sta capendo niente.

 

Faccio presente alla genitrice che io credo di restarci, nella capitale, ché lei non l’aveva mica capito e aspettava che finisse il corso. Ma chissà. Vedo un lavoro come un miraggio lontano, e aspetto la provvidenza. La Pulsa mi ama e mi chiede di restare a vita. Insieme si sogna e si fanno elucubrazioni sociologico – sentimentali uscendo da un pessimo film (Moretti) e andando a rifarsi la bocca con un kebab (quello sì!). Ci si fanno grattini, si ponderano le situazioni, si condivide il cesso, ci si taglia i capelli, le faccio servizi fotografici, allaghiamo la cucina, si spartiscono le sigarette. Non so quanto durerà tutto questo ma spero che duri ancora un po’.

Annunci