Io non ci credo.

No.

Cioè.

Adesso di sicuro mi sveglio.

Un altro stage.

Allora.

Una traduzione per uno.

Uno stage per un altro.

Una collaborazione per loro.

E ora qualcun altro che AMO per avermi fatto conoscere l’autrice delle autrici, la divina A.N. (che non è Anais Nin, divina anch’essa, buffo che le iniziali siano le stesse), qualcuno da cui sono andata a piedi a consegnare il mio santo CV e su cui nutrivo speranze zero, TAC, mi scrive che mi prenderebbe volentieri a schiavizzare (=stage) per un po’, e di farmi viva.

 

Abbisogno di alcuni cloni.

Saranno tanti cloni stanchi e felici.

Tutti single.

E tutti squattrinati.

Proporrei di riportare in voga il mecenatismo.

Che fine ha fatto quel commentatore che voleva regalarmi dei soldi?

 

[parentesi bibliofila: siccome notoriamente mi avanza la moneta mi sono comprata Viaggio al termine della notte, prima edizione italiana, tipo del 1933, color carta da pane, rosicchiato da ogni sorta di animaletto cartaceo, profumato di vecchio come ho sempre immaginato che profumasse la biblioteca gigante che la Bestia mostra alla Bella]

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