Non ce la faccio. Proprio non ce la faccio. Mi affaccio alla finestra e c’è questa roba piumosa, questo robino brutto e spennacchiato, che è cascato come un deficiente dal nido irraggiungibile, che mi guarda dritto in faccia e fa CIP.
Porcoddue, mi fa Cip. A me. Cip.
Scatola da scarpe. Pappetta di pavesino. A noi due. Obiettivamente, ha poche chance, ma almeno non se lo sbranano i gatti.

*Update: Cippino – Beloved Son and Dear Friend – ci ha già lasciati. Ci abbiamo provato. Grazie Cippino per essere stato tra noi. Viverti per mezza giornata è stato bello. Eri un rotolino dignitoso e pieno di carattere. Il tuo cip risuonerà a lungo tra i miei ricordi.

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