Sto pensando a molte cose.

Sto pensando che devo farmi condizionare meno dalle opinioni altrui.

Sto pensando che rimuginare due giorni su quanto stupida mi sono sentita quando qualcuno mi ha detto che non posso capire, è stupido.

Non dovrei ruminare la notizia come se mi avessero svelato uno dei segreti di Fatima.

È probabile. Che io sia un po’ stupida, dico, comune, non troppo intelligente.
Da piccola, tendevo all’astrattismo, al filosofico, a riflettere sui massimi sistemi. Poi crescendo ho imparato a tendere al semplice, a smontare le cose complicate per vedere cosa c’è dentro. A cercare di parlar facile. A scoprire che l’ermetismo, il mistero, così affascinante, il più delle volte spesso non nasconde niente ed è solo un esercizio di stile. E che non è colpa mia se non capisco, ma di chi non ha voglia di spiegare. 

Non ho risposte per niente. Da piccola, mi pareva di aver capito tutto, e forse era vero. Ora, non so più niente. E sono malleabile come il pongo, mi si dice che non capisco e io penso ehi, ha ragione, non capisco!, invece di pensare sto parlando con qualcuno di malumore e non è colpa mia. Inutile e arrogante tentare di accendere la luce per qualcuno che ha voglia di tenere gli occhi chiusi. Mi faccio da parte. Mi lascio ferire come un’idiota da qualcuno che non vuole aiuto, perlomeno non il mio.

Stupida.

Comunque, visto che siete tutti in vacanza e invece di leggermi girate il mondo alla faccia mia, non vedo perchè dovrei scrivere chissà che post chilometrico. Piuttosto, prendo baracca e burattini e – indignata – vo via.

Non gioco più, me ne vado.

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