Vagheggio da tempo di buttare una bella colata di cemento sulle fondamenta lacunose della mia cultura cinematografica e riempire ogni piccolo pertugio ancora vuoto tra i capolavori, quelli che vanno visti per forza nell’arco di una vita per poter dire di aver vissuto appieno. A un certo punto della mia infanzia, proprio quando io iniziavo ad andarmene al cinema per conto mio, le uniche due sale della mia città decisero di chiudere, dopo avermi lasciato vedere soltanto il primo Batman con la colonna sonora di Prince del quale posseggo orgogliosa l’elleppì, Nato il 4 Luglio che però era vietato ai minori di quattordici, e dulcis in fundo, last but not least, Nightmare 6 con gli occhialini 3D. Indimenticabile.

Dopo l’infausto evento la nostra rimane senza cinema per molti lunghissimi dolorosi anni. Pur convivendo con una famiglia di cinque persone, tre televisori e due videoregistratori, riesce raramente a vedersi un film in santa pace di tanto in tanto, perché l’inattività a casa sua viene malvista e se poco poco sta seduta da più di dieci minuti salta subito fuori una faccenda da sbrigare, un tavolo da apparecchiare, dei piatti da lavare, dei panni da stendere, una vacca da far figliare, no, quelle non ce le abbiamo, altrimenti pareva di stare sul set delle sorelle Mc Leod.

Non essendo stata una studentessa fuori sede tranne che per i mesi all’estero, niente da fare neanche con le serate film tipiche di molte vite studentesche, quando per non aver niente da fare ci si mette a sviscerare l’operato di Truffaut con una canna in mano.

Solo più tardi finalmente la città della nostra (ma come sono finita a parlare in terza persona?) si fa crescere due bei multisala, dio sia lodato, e a causa della lunga astinenza, la nostra ci mette le tende.

Tutta questa premessa era per dire che oggi ho deciso di colmare la lacuna Herzog guardandomi Cobra verde e tosto innamorandomi di Klaus Kinski. Quando ero piccola avevo paura di Klaus Kinski e mi chiedevo come qualcuna (più d’una in verità) potesse averci fatto dei figli (e che figli). La sera mi assicuravo che sotto il letto e nell’armadio non ci fosse Klaus Kinski.

Poi una cresce, i gusti cambiano e la nostra si innamora di questo essere di puro istinto (defunto nell’atto di amar la moglie, la 23enne Caprioglio) nascosto sotto ciuffi di bionda paglia.

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