Io lo stavo scrivendo un post, sul serio, lo stavo scrivendo ieri notte alle tre, e invece poi ho dovuto riavviare e anche se l’avevo salvato, quando ho riaperto il file era danneggiato. Non è colpa mia.

Stavo scrivendo una cosa estremamente suggestiva sulle ore piccole, su come da settimane non mi addormento prima che sia giorno, soprattutto se c’è qualcuno con cui mi piace parlare, che mi affascina, che vedrò presto, che mi vede, e per lui mi trasformo in un hentai, e questo mi emoziona, e di emozioni non ne vedevo da un pezzo.

Stavo scrivendo che le feste patronali qui in casa madre sono finite e quindi considero finita ufficialmente l’estate, conclusa con l’ultimo botto dei fuochi artificiali e le luminarie a festa per il corso che si spengono all’una e mezza.

Stavo scrivendo che questa frangetta a un occhio profano potrà sembrare un mero dettaglio estetico e invece significa tante cose, significa una copertina di Linus sui pensieri, una tendina sotto la quale nascondermi e osservare senza essere vista, e l’ho portata dalla nascita ai tredici anni e poi me ne sono liberata e invece adesso l’ho rivoluta perché sono stanca e raggomitolata e avevo bisogno di un dettaglio confortante che mi facesse sentire ancora un po’ piccola. Senza poi contare la meravigliosa ambiguità di questo dettaglio, che se da un lato sa di bambina, dall’altro sa di eloquenti sguardi dal basso verso l’alto, di innocenza credibile solo per metà. E così ho passato le feste a raccogliere approvazioni e baci rubati dall’ex ubriaco, sono uscita con la cravatta e il rossetto rosso, mi sono rifugiata nel mondo del manga per riposarmi un po’, ché sono nell’acqua alta da tanto tempo senza un pezzo di legno a cui aggrapparmi e mi stanno venendo i crampi ai polpacci e mi fanno male le braccia.

Cambio faccia.

Continuo a nuotare.


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