Scusate, devo ricapitolare il casino di questo mese (è arrivato il furgone del gelataio di cui parlavo, e anche l’arrotino, quello dei surgelati a domicilio, il postino, l’idraulico e l’imbianchino).

Lunedì mattina colloquio. Ottengo lavoro part time con il quale finalmente potrò pagare l’affitto e mangiare (e basta, ma sono dettagli). Torno a casa dal colloquio, faccio la valigia e vado a prendere l’autobus per tornare a casa. Ceno, vado a dormire. Mi sveglio e parto per andare a deporre in tribunale per una roba. Torno a casa, pranzo. Ponte e compleanno del sorellame. Domenica riparto per Roma. Lunedì mattina primo giorno di lavoro. Alle 7. Cioè alle sette devo essere lì il che vuol dire che ci svegliamo alle 5.30 io, i fornai e i netturbini di Roma, per poter uscire a occhi chiusi alle 6 e prendere la metro.

Nel frattempo, mentre guadagno i soldi per pagare l’affitto, non è che si passa l’altra mezza giornata a dormire, nossignore, altrimenti viene meno il senso ultimo della mia permanenza a Roma, cioè continuare a tenere il piede tra la porta e lo stipite delle case editrici come i rappresentanti del Folletto. Ragion per cui nell’altra mezza giornata dovrò:

– tradurre un libro per X entro febbraio;

– finire di leggere e selezionare i racconti di Toilet entro tipo dopodomani;

– leggere 300 pagine di libro e valutarlo per Y entro lunedì prossimo;
– scrivere 13 12 11 10 9 5 2 articoli per un totale di 24000 18000 17000 14000 11000 7000 4000 battute per Z. Entro il 12;

– scrivere roba e mandarla a Losoioachimanonlopossodire per eventuale forse chissà magari non è sicuro ma non si sa mai pubblicazione;

– riprendere in mano quel progetto là per il quale ho ancora quattro cinque cassettine da sbobinare e lo sto facendo aspettare da un casino di tempo e passano tutti davanti a lui e non è giusto.

 

Dimenticavo: traslocare.

Poi, muoio, presumibilmente.

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