Aggiornamento:

il futuro non è ancora diventato presente.

Il libro che sto traducendo mi guarda e mi fa: "C’est parfois la distance qui rapproche". Gli faccio tanto d’occhi e piazzo prontamente la perla di saggezza sul sottotitolo di Messenger.

L’attesa mi riempie di paranoie, che frusto con pazienza certosina per tenerle a bada.

Una paranoia me la tengo buona, quella della prudenza. Quella del “Calma, Sì, insomma, non l’hai ancora neanche visto, potrebbero mancargli tutti i denti davanti, potrebbe avere più donne che capelli e tu non saperlo mai, potrebbe avere l’unghia del mignolo lunga per pulirsi i denti e le orecchie o potrebbe – ommadonna – piacergli Buona domenica. Sì, prudenza. Le farfalle, per un arcano misterioso processo chimico, possono rivelarsi bolle di sapone. Stai calmina.”

Insomma, prudenza.

Per quanto alla fine il massimo che riesco a fare è di rivestirmi di una patina fasulla di cinismo e disincanto, sotto cui si intravedono benissimo gli occhioni che luccicano di zucchero.

Bah.

 

Nel frattempo i miei (“uno…  due…  due e mezzo…” guardando per aria e contandosi le dita) cinque lavori procedono. Faccio Jun Malausséne da una parte, rispondo al telefono dall’altra, traduco dove capita, leggo e valuto nei tragitti sull’autobus e in metro. In tutto ciò, guadagno il tanto che basta a pagare l’affitto e comprare un cespo di lattuga e tre quattro mandarini dagli arabi con la bancarella qua sotto, ma non tutti i giorni, mica posso scialacquare!

[Non vorrei sembrare venale ma colgo l’occasione per rammentarvi dell’esistenza del pulsantino di Paypal là sulla sinistra, nato per potermi comprare le sigarette.]

Il tempo che avanza lo passo a mangiare (guardando puntate di Sex and the city che con Grey’s e Dr House oramai sono in pari con gli americani e devo aspettare come loro), ciononostante a dimagrire, o a dormire (sognando di essere incinta di qualche mese, e di essere serena nonostante il pensiero “Chissà di chi è? Forse è di Questo ma devo farmi due conti. Comunque adesso chiamo Questaltro, sarà felice di saperlo!”).

 

Dopodomani faccio un salto a casa dove farà ancora più freddo che qui. Non ci torno da un mese e mi sembrano due vite.

A Roma dev’essere arrivato Kyrill, perché tira un vento che mi si porta via (e mica è facile), diluvia e grandina e mi si ribalta l’ombrello.

Tengo a bada capelli e frangetta con la coppola ben calcata che quasi quasi sembrerei una graziosa parigina che fa la pubblicità ai That’s amore Findus, se non fosse per il naso. Non si è mai vista una parigina con un naso così.

 

Fine aggiornamento.

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