E poi invece esistono ancora quelle cose che succedono per caso, e io del caso sono innamorata, il caso che proprio a quell’ora ti fa passare proprio per quel tratto di strada, e dopo che la cosa casuale è successa ti metti a pensare che è proprio un caso che tu sia passata in quel momento proprio in quel punto, che è un caso che quel giorno tu sia andata a lavoro venti minuti prima per recuperare il ritardo di ieri, e che sia passata di lì invece che per la via parallela perché eri diretta al forno per comprarti la pizza, e grazie al ritardo, grazie alla pizza, sei passata proprio di là e proprio in quel momento in cui lui passava proprio di là con la macchina e proprio in quel momento in cui aveva deciso di fermare qualcuno per chiedergli dov’era quella via. E che poi tu non lo sapevi dov’era quella via, ma intanto hai attraversato la strada per raggiungerlo e sentire la sua domanda e dire No mi spiace non lo so dov’è quella via, e intanto però lui ti ha visto, e invece non è un caso che abbia deciso di continuare a parlarti, per lunghi minuti, per guardare bene quegli occhioni verdi lì, ché non se li aspettava quando si è fermato solo per chiedere dov’era quella strada e invece sono capitati là, affacciati al suo finestrino, gentili e spalancati, e non è neanche un caso che alla fine si finisca a scambiarsi il numero di telefono, e tu dici Sì perché se l’è meritato, per gentilezza e spirito di iniziativa, perché ha colto il momento in cui eri così stanca di gente esitante e contorta e misteriosa e di lunghe telefonate a chiedere spiegazioni che non arrivano, che una persona che coglie l’occasione di chiederti il numero di telefono ti sembra proprio un gioiello, un gioiello che quel numero se l’è meritato, e poi si vedrà. Si vedrà che se l’è meritato perché dopo una serie di messaggi e telefonate gentili e galanti, il gioiello ti invita a cena, e chi ci credeva che queste cose succedessero ancora? Gli inviti a cena, la corte, la galanteria, e ti passo a prendere, e a tavola in pizzeria si parla, di libri, di cose, di tutto, e poi c’è la mano sulla mano a metà del tavolo, il contatto che fa perdere il filo del discorso a te e a lui, e ci credevate voi che queste cose succedevano ancora? Io non ci credevo, e poi succede addirittura di vedersi imboccare cucchiaini di pannacotta col cioccolato, incredibile, succede ancora. E di farsi riaccompagnare sotto casa e pensare Che cazzo, io adesso ti bacio, non vedo perché no.

E non lo so poi che succede, non lo so, succederà sicuramente che lui si accorga che tu non sei proprio dolce dolce come gli occhioni suggerirebbero e che sei parecchio più complessa e che la dolcezza vera che ti appartiene in realtà viene davvero concessa solo più in là, solo in base ad un’attenta meritocrazia, che il resto è più o meno evidente e a disposizione ma la dolcezza no, quella vera la riservi per le occasioni davvero meritevoli, la si deve aspettare, e avere la pazienza e l’ottimismo di pensare che arriverà, la dolcezza, perché tu funzioni come un pranzo, prima il salato, e il vino, primo e secondo, e solo se arrivi alla fine ti sei meritato il dolce.

E non lo so poi che succede, per il momento non importa, quello che conta è che queste cose succedono ancora.

Io mica ci credevo.

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