Domenica pomeriggio.

Interno giorno.

C’è silenzio, qualche macchina lontana, le gazze nella gabbia dell’appartamento di fronte. Ogni tanto il vento scuote il drappo azzurro con i campanellini steso ad asciugare sul balcone, e lo fa suonare contro la ringhiera. MissRossella dorme avvolta in un lenzuolo colorato, e tutto è arancione. La tenda sul balcone, gialla la tenda della finestra, arancioni i capelli della Miss, gialla la mia maglietta

Silenzio e io penso.

Un sabato sera sul balcone a giocare a carte e mangiare pizze consegnate a casa, bere birra e consumare sigarette. Imbambolarmi a pensare a te e MissRossella che mi schiocca le dita davanti agli occhi per svegliarmi.

Penso da diventare matta, penso alle circostanze avverse viste da fuori davvero incredibili, penso e guardo, ti guardo, quando sfioro il monitor con un dito mi rendo conto di rischiare la sanità mentale e cerco di ridarmi un tono. Penso a te qui, penso a me lì, penso a me e te insieme da qualsiasi altra parte. Che sia Termini, che sia la Stazione Centrale, che sia un punto qualsiasi in mezzo da lì a qui. Purché ci sia tu, e ci sia io. E tu guardi le mie foto e dici mia. Mia, mia, ripeti. Come i gabbiani di Alla ricerca di Nemo. Se non l’hai mai visto lo vediamo insieme. Lo so a memoria. Piango sempre.

Non ho mai visto te e non faccio altro che pensare alle cose che voglio vedere con te.

Certo che lo so che non è normale.

Quando mai mi sono fatta il problema di essere normale?

…e guarda te se dovevi attaccarmi il vizio delle foto di profilo.

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