I’ve got the blues. È il cambio di stagione, e io passerei volentieri giornate intere a dormire. Dormo saporito, profondo, faccio sogni dettagliatissimi, densi, reali, me li ricordo tutti, dentro c’è un sacco di gente, cocomeri interi che mangio da sola, reggiseni colorati, strade che costeggiano il mare, orate abbrustolite che guizzano ancora dentro un forno, vecchi amici ingrassati e dolci incontrati ad un distributore di benzina, io che limono una versione più fica di Mika il cantante che però quando apre bocca pare uscito da un romanzo di Verga, e mentre ci limono penso No! Io ho lo sposo! E poi nei sogni ricorrono due topoi: il senso di esclusione da gruppi di amici e l’impossibilità di fare quello che ho voglia di fare.

Ora avrei voglia di fare tre cose, tutto il tempo: stare con lui, leggere, guardare film. Tutto il tempo. E basta. Lavorare sì, ma da casa. Non dover uscire, non dovermi vestire, ché ho felicemente ripreso tutti i chili e mi gravitano tutti paffuti e mollicci sul punto vita, e non si capisce cosa dovrei mettermi per dissimularli. Tutte le ore di sonno che assaporo mi obnubilano il cervello, e anche da sveglia ho un delay cerebrale che influisce soprattutto sulla mia prontezza alla battuta e alla conversazione. Sono reattiva come un buddha in meditazione. E sabato mi piomba la sorella tra capo e collo piena così di voglia di zompettare in giro alla notte bianca, e immaginate quanta voglia c’ho io, uh, che l’anno scorso è stato l’armageddon, la multa dolorosissima dell’atac, il furto del portafoglio di L. con dentro le mie schede della digitale e un sacco di soldi e documenti suoi, la mia crisi di panico nel terrificante ingorgo umano per salire al Pincio a vedere Vinicio alle sei del mattino. Avevo detto che alla prossima notte bianca mi sarei chiusa in casa a dire il rosario, e invece col cazzo. E però torna anche Alice a casa e io ho paura di rivederla, ché io sono abituata a vederla cinica e disincantata e invece adesso mi sa che torna coi cuoricini negli occhi, e a me mi fa impressione.

Ho visto Il silenzio sul mare di Kitano. Ho letto questo in mezz’ora (ed è bellizzimo). Leggo altre tre-quattro cose contemporaneamente. Vorrei solo leggere. Stare con lui. Vedere film.

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