Febbricitante e sudaticcia me ne sto a letto con libri e pc sulle cosce, mi scade Norton, mi installo Avast, guardo la posta, lavoro, mi guardo gli Haka degli All Blacks su youtube, mi leggo la pagina di wikipedia, gironzolo, un po’ dormo, un po’ ho caldo, un po’ ho freddo, vado in cucina in cerca di un tè, lascio un earl grey in infusione per troppo tempo, è scuro, tinge la tazza, mentre si raffredda un po’ mangiucchio il cinese di ieri sera, certo la dieta ideale per una giusta convalescenza. Pollo freddo con le verdure, riso al curry e devo essere raffreddata forte perché non sento neanche l’ombra del curry. Trentasette virgola due gradi di temperatura corporea, niente di allarmante, ma ho la gola in fiamme e la testa tappata, le lacrime agli occhi, non mi reggono le gambe, l’idea di salire sugli autobus mi dà la nausea. Sono sola, missRossella a fare un esame all’accademia della durata di otto ore durante le quali cucirà un corpetto su un manichino, cosa che non ha mai fatto e che afferma di non saper fare, ma prima degli esami dicono tutti così e poi portano a casa i trenta. Alice a lezione, anch’essa malaticcia ma in fase di guarigione. Il mio uomo a casa anche lui, a falciare il prato, su cui presto mi andrò a spaparanzare.

Passata una notte buia e tempestosa, mi sono svegliata mille volte, avevo caldo, avevo freddo, via il piumone, su il piumone, su la felpa, via la felpa, i calzini, bagno, bicchiere d’acqua, succo di frutta, fazzoletto, che ore sono, è solo mezzanotte, che ore sono che è ancora buio, le tre e un quarto, missrossella si sveglia a studiare in cucina, torno a letto, ridormo, mi risveglio, sogno di lavorare, di organizzare non so che cosa. Un lungo sonno faticosissimo e intermittente. Se parlo tossisco però lui lo voglio sentire e lo chiamo e lo sveglio allora lo lascio dormire e lo sento dopo ancora e gli arriva una bella notizia e io sono felice. Vivin c, termometro, sciroppo. Alice sarda e consorte torinese tornano, cucinano, discutono sull’apertura della E nella parola mEla, conosco queste discussioni, a me l’uomo ancora mi prende per il culo per la mia pronuncia della Z di calzini (la mia è sonora, come la z di zanzara, e lui si scompiscia). Ho una mazza ferrata infilata nelle vie respiratorie all’altezza delle tette. Perlomeno, quella è la sensazione quando tossisco. Chissà quando posso riaccendere una Camel.

*"Questo è l’uomo peloso è colui che ha fatto splendere il sole su di me!"

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