Nell’aere un misto di Coco Rosie, Mazzy Star e Lali Puna, in ufficio solo in due, questa mattina è meno peggio di quel che sembrava dal suo spuntare.

Svegliata alle 5.30 da incubi terrificanti, io in un film dell’orrore di cui conoscevo la trama e sapevo che io sarei sopravvissuta fino alla fine, mentre gli altri intorno a me sarebbero morti di morti terribili e dolorose, tutto il film/sogno un’interminabile fuga da una minaccia di morte senza forma, senza faccia, e però terribile, io che pur conoscendo la trama del film tentavo di cambiare le cose, di salvare la gente, e invece le cose andavano sempre così come dovevano andare, e c’era una zitella anziana che mostrava a me e a un mio amico i suoi disegni, ed erano disegni di bambina, e io pensavo diosanto, stiamo scappando dalla morte e tu ci fai vedere i disegni? E poi sfiancata dalla fuga e dalla paura decidevo Ok, vaffanculo, non posso cambiare le cose, no? Anche se mi sbatto per gli altri mi salverò solo io no? Non posso cambiare la sceneggiatura e quello che è scritto succederà, come in Final Destination, no? E allora nel sogno, nel momento in cui compare un enorme pastore tedesco, per il momento calmo, ma che – io lo so – presto farà qualcosa di molto brutto – decido distintamente di voltare le spalle a quel sogno e di cominciarne un altro. Mi ritrovo quindi in piedi da sola in camera dei miei, e arriva mia zia, e ha un’aria spettrale, un sorriso che non è un sorriso e mi dice Vedi che è successo? Lo senti? Io aguzzo l’orecchio e sento urla strazianti. È una ragazza che era con me nel sogno precedente, e il cane se la sta sbranando. Decido di svegliarmi e me ne sto a occhi sbarrati al buio che non è mai del tutto buio di camera mia, sento i respiri di MissRossella, ho paura a riaddormentarmi, cerco invano qualcosa di confortante, ma non posso neanche accendere la luce per non svegliare lei, penso che quando ero piccola in situazioni del genere mi mettevo a pregare confusamente, ma ora proverei lo stesso imbarazzo che avrei a chiamare un amico con cui non mi faccio sentire da anni per dirgli che sono rimasta a piedi con la macchina. Poi mi riaddormento e l’incubo diventa solo un nuovo sogno fastidioso, di quelli in cui ho un obiettivo, di solito abbastanza semplice, ma non riesco a portarlo a termine. Devo andare a fare la spesa e ho un quarto d’ora prima che il supermercato chiuda. Parcheggio a cazzo, prendo il carrello, mi fiondo dentro e la gente sembra dormire in piedi o complottare per ostacolarmi, devo pesare un pulcioso cespo di lattuga e gli altri clienti si dimenticano le proprie cose sulle bilance, occupandole tutte. Istinti omicidi. Mi sveglio.

Mi sveglio e mi preparo e esco, e mi dà fastidio l’autobus che mi passa davanti, mi dà fastidio  quello successivo che passa quando ho appena acceso la sigaretta, mi dà fastidio quella seduta con un pezzo di gonnella sul sedile di fianco che non la sposta per farmi sedere e allora vaffanculo mi ci siedo sopra, mi dà fastidio l’aria sussiegosa di quella di fronte che si è messa un lucidalabbra scintillante alle 9 del mattino, mi dà fastidio la Tim di merda che mi fa cadere la linea milioni di volte per fottermi gli scatti alla risposta con cui recuperare l’offerta truffa del maxxi day (ma io ci scrivo al gabibbo, eh, ci scrivo, cazzo), e io con lui per settimane ci posso solo parlare, fatemici almeno parlare, cazzo, e mi infastidisco preventivamente all’idea degli intervistatori e questuanti che mi fermeranno al semaforo di piazza fiume, sotto la rinascente, mi infastidisco dentro di me, ci parlo, gli dico Guarda lasciami perdere oggi, mi dà fastidio che poi oggi non ci sono e io mi sono autoinfastidita per niente, mi dà fastidio che ho i capelli piatti, mi dà fastidio che mi devo soffiare il naso, mi dà fastidio che oggi è venerdì e però non parto, perché non si può, perché me lo fanno di nuovo lavorare nel weekend e io ci vado a mettere una bomba sotto quella ditta, oppure mi attivo per cercargli un lavoro nuovo, e mi dà fastidio che mi aspetta un altro weekend a Roma senza vederlo, il terzo consecutivo, mi dà fastidio che mia sorella mi telefona per dirmi che mi ha fatto crollare una delle mensole dei libri in camera a Lanciano e sopra c’era una palla di vetro gigante con l’acqua che ha fatto un casino e ha inondato mezzo mondo, mi dà fastidio che mio padre non abbia mai detto Adesso usciamo e compriamo una libreria fino al soffitto invece di continuare a mettere le mensole, che non reggono mai abbastanza, e invece adesso se la ghigna e dice Lo dicevo  io che cadeva! Mi danno fastidio quelli che non cambiano mai la frase su messenger, e soprattutto mi danno fastidio quelli che nella frase hanno pure qualche errore di battitura che nei trentacinque mesi di permanenza di quella cazzo di frase non se ne sono mai accorti e non l’hanno mai corretta, e mi danno fastidio quelli che No no io i romanzi non li leggo, io leggo solo roba vera, e mi danno fastidio gli autisti dell’Atac che inchiodano, e quelli che sulla Tiburtina, quando io ho fretta di tornare a casa, si stanno facendo la passeggiata di piacere e ingombrano il marciapiede in tutta la sua larghezza a velocità da scala mobile e non si accorgono manco per niente che tu dietro stai per travolgerli pur di passare, e mi danno fastidio le cose che mi fanno sentire in colpa, le cose ancora non fatte e le lettere a cui non ho ancora risposto, mi dà fastidio avere la panza eppure ce l’ho sempre avuta, e mi dà fastidio chi me la guarda vagamente schifato/a quando sono seduta e si nota di più, e mi dà anche fastidio la paranoia ivi derivante che mi fa pensare che tutti me la guardino anche quando invece no, e mi dà fastidio aspettare, aspettare, sempre aspettare, e mi danno  fastidio i Poi vediamo.

Mi dà fastidio tutto ed è meglio se parlo il meno possibile sennò litigo.

E poi però qua c’è un misto di Coco Rosie, Mazzy Star e Lali Puna, in ufficio solo in due, io e quella che stanotte in sogno m’ha regalato una scatolina rossa con dentro un ombretto cremoso bicolore bianco e nero con i brillantini, e allora questa mattina è meno peggio di quel che sembrava dal suo spuntare.

P.S.

E mi dà fastidio chi scrive Sì senza accento, e chi manda gli sms tutti maiuscoli, mi dà fastidio chi dice spontanIEtà, quotidianEItà, prosegUIo, scoRazzare, riNvangare, traM traM, chi scrive Bhè invece di Beh o Be’, tutti quelli che cazzo non riescono a pronunciare Reception come dio comanda e dicono RECEPSION (RE-SE-PSCION! ZIOPORCO!), tutti quelli che usano i puntini di sospensione come unica punteggiatura, e per di più a grappolo e tutti quelli che non battono lo spazio dopo la punteggiatura e che non si chiedono nemmeno poi chissà come mai word glielo sottolinea in rosso, mi danno fastidio quelli che su messenger impostano i codici delle emoticon senza metterci un due punti davanti o qualcosa del genere e quindi finisce che quando scrivono vengono fuori dei rebus tipo Ciao bella come stai? Fica la foto! diventa *omino che saluta* *femminuccia col rossetto* come stai *punto interrogativo gigante, colorato, lampeggiante* *emoticon porno* la *macchinina fotografica stilizzata* *punto esclamativo gigante, colorato e, ovviamente, lampeggiante*. Mi dà fastidio word che appioppa gli smart tag che nessuno al mondo ha mai capito a cosa servono e comunque non gli sono mai serviti, e servono solo a generarmi inutile codice html quando copio sul CMS e mi si fottono i caratteri disponibili e io devo visualizzare il codice e mettermi a sfrondare il codice di tutte quelle robe inutili che word ha messo di sua iniziativa. (to be continued)

Annunci