Oggi, il giorno dei morti, sono andata con mamma, sorella1 e sorella2 al cimitero come tutti gli anni. Papà non ci è venuto perché non ci ha voglia. Mi piace andare al cimitero il primo novembre, c’è tanta gente e vedo tanta gente che conosco, viva e morta. Siccome vedo sempre Six Feet Under, io non ci ho paura dei morti, e quando vado al cimitero sto tranquilla. È tutto colorato e pieno di fiori, e sembra una città in miniatura. Io leggo i nomi sulle tombe e guardo le foto, quelle vecchie in bianco e nero con le facce ruvide e imbronciate però belle e quelle nuove bruttissime coi fotomontaggi delle palme e delle spiagge caraibiche dietro. Penso che quando tocca a me io voglio stare per terra nell’erba, anche perché così chi mi viene a trovare non deve prendere la scala per mettermi i fiori, e perchè così quando c’è il sole sto lì sotto al sole e al cielo. Ho visto qualche tomba di bambini dove la gente ci mette sopra il carillon, e quello a me mi fa un po’ paura e penso che è stupido, metterci il carillon, perché il bambino mica sta là dentro, e anche se ci stesse mica può sentire più la musica. Mi fa paura e sembra un film della paura. Allora mi guardo le cappelle di famiglia che penso che ci si sta stretti tutti insieme lì dentro e pensando a tutte le famiglie che litigano mi immagino che la notte i morti escono e si strillano dentro le loro casette, le nuore con le suocere, i figli coi genitori, i generi coi suoceri. Se uno già tutta una vita deve stare per forza con i parenti, poi ci deve stare anche da morto? Mamma mia. Io penso che vicini va bene, ma troppo stretti poi ci si strilla sempre. Io quando leggo i nomi vedo un sacco di nomi di persone che conosco e dico oddio ma io l’ho visto ieri a scuola e stava bene, però poi vedo le foto o le date di nascita e capisco che forse sono i nonni o i parenti vecchi, che qua la gente rinnova i nomi dei nonni dandoli ai figli e quindi le lapidi sono piene di nomi di gente che conosco. Poi mi guardo le date di nascita dei miei parenti per vedere di che segno erano, e vedo che quando nonno è morto papà c’aveva vent’anni e mi dispiace, e vedo che nonno era vergine e nonna era capricorno e penso ecco perché hanno fatto una quattordicina di figli, due segni di terra vanno un sacco d’accordo, ma proprio un sacco. In giro vedo la gente che conosco che siccome è festa si riveste a nuovo e va in giro coi mazzi di fiori e si fa il segno della croce toccando la foto dopo che dice l’eterno riposo, e poi quando esce si compra le castagne. A me mi piace un sacco l’odore del cimitero, tutti i fiori, e la cera, e la terra bagnata e gli alberi. E poi incontriamo amici e parenti che mamma non vede da tanto tempo che fanno i complimenti a mamma per noi tre, che siamo belle e in salute e ci chiedono sempre se siamo sposate o no e noi pensiamo che palle ma fatevi i cavoli vostri che poi mamma si affligge perché non ci ha ancora i nipoti e però poi li frega perché ridendo gli dice Io resto giovane perché non sono ancora nonna e io allora guardo gli amici e i parenti e penso Tiè, anziani. E poi li salutiamo e continuiamo il giro e io saltello con la mia gonnella e i miei anfibi e il giubbino ed è vero che sto in un cimitero però oh, mi sento proprio bene io qua. E mamma mi ha comprato la piantina di Solanum Capsicum, che si chiama anche Ciliegio di Gerusalemme, che sembra una pianta di pomodorini e infatti wikipedia dice che è la stessa famiglia, e io sono tornata a casa e l’ho messa sul davanzale. E ci siamo mangiati tutti le castagne arrostite sulla stufa.

 

 

Annunci