– sono tornata a casa per le ferie

– ho i piedi gelati pur essendo parcheggiata da due ore in braccio alla stufa a legna

– non sono neanche arrivata e ho già litigato con mia sorella che mi ha detto Così come sei tornata te ne puoi anche andare (perché le ho dato dell’imbecille per aver smanettato le impostazioni del router e aver fatto casino)

– non sono neanche arrivata e già devo pagare da bere a chi mi ha aiutato a sistemare il danno, salvando le mie vacanze e l’armonia familiare

– ho dormito per tutto il viaggio e un paio di volte TOC mi è caduta la testa sul finestrino dell’autobus e mi sono svegliata. Ma è stato provvidenziale perché ho potuto sbavare davanti al paesaggio innevato appenninico.

– mi sono commossa due volte durante il viaggio. Una per un messaggio ricevuto. L’altra quando sono arrivata in città e mi ha accolto una giornata limpida azzurra e luminosa e ho pensato che a questo posto ci voglio il bene

– arrivando a casa con mia sorella abbiamo dato un passaggio a Jordan

– Jordan puzza come sempre, è bello avere delle certezze nella vita

– con la carbonara di oggi a pranzo e la frittata di cinque uova con le cipolle che mi sono fatta ieri sera credo di aver soddisfatto il mio fabbisogno proteico da mò al 2010

– ho chiuso casa a Roma dimenticando di buttare la spazzatura con i gusci delle uova e gli scarti di cipolla. Quando torno il 7 gennaio trovo nuove forme di vita e ci faccio pagare l’affitto

– e a proposito, sono ancora in cerca di coinquilina

– in quest’ultima settimana da sola a Roma mi sono smazzata pagamenti, pulizie di casa, idraulico, amministratore di condominio e altre amenità

– l’idraulico che abita due piani sotto di me parlava come il filippino di Zelig pur essendo rumeno e somigliante a babbo natale senza barba

– ci vediamo gividì segnò

– mi sono comprata una sciarpa verde ramarro coi pompon a due euro sulla bancarella verso casa a momenti senza neanche fermarmi, e l’ho fatto così al volo che quando sono tornata a casa e ho aperto la borsa ho pensato Toh una sciarpa

– all I want for Christmas is you. Cantata da Maria Carey.

Lo so che è trash, ma non le resisto. E le due ballerOne dietro sono la fine del mondo.

– le guance delle mie sorelle rimbalzano. Quelle poche volte che alle feste comandate e alle partenze ci si concede la frivolezza di uno smuack smuack, devo controllare il rimbalzo delle nostre sei guance paffute e gommose per non essere sbalzata via

– noi lancianesi abbiamo una dizione da brivido. E ciononostante, risentirla (e poter liberare di nuovo la mia, parzialmente corretta quando sono altrove) mi fa troppo sentire a casa

– all I want for Christmas is you. E stavolta è una dedica.

– ho un progetto a lungo termine

– anzi due. Uno è sicuro, l’altro è ancora solo un progetto. Però cresce.

– anzi tre. Il terzo implica una frusta. Scherzo. O no? Non lo saprete mai

– domani mi produco nella mia prima parmigiana di melanzane

– trenitalia mi ha spedito un rimborso (50% per un ritardone di un eurostar) dopo quattro mesi. Pensavo peggio.

– ho ancora i piedi freddi

 

 

 

 

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