Io tipo stavolta non ci ho pensato a fotografare ma la prossima volta, gente, io ve lo documento.

Domenica sera, diciamo le 17, Milano, Stazione Centrale. Eurostar diretto a Napoli, ferma a Bologna, Firenze, Roma Termini. Mettetevi all’inizio del binario e guardate davanti a voi. Potete scorgere una strana formazione spontanea umana di donnine che sporgono dal predellino e omini sotto che se le limonano. Una donna per ogni predellino fanno due donne per carrozza, per dieci carrozze, perfettamente allineate, i limoni perfettamente sincronizzati e frenetici a rubare fino all’ultimo secondo al fischio incazzato del capotreno; tutte le donzelle rischiano la decapitazione da parte delle porte che si chiudono.

A orecchiare le conversazioni sulla mia carrozza, posso stimare che almeno un 40% dei passeggeri era un/a pendolare dell’amore, di ritorno a casa dopo un tranquillo weekend da ricci. Presumibilmente, buona parte di queste coppie sono figlie di internet, conseguenti a premeditati Me*tic, Digi*ander, Gab*ia.com o Cercoporconaancheusata.org o a (firulì firulà) casuali inciampi in blog altrui.

Ora:

Trenitalia schifa i passeggeri compresi tra i 27 e i 59 anni. Non esistono sconti, tranne la leggendaria imprendibile Tariffa Amica (so che esiste però, una volta l’ho beccata). C’è un pulcioso cinque per cento di sconto se compri online. Le poche ridicole schede vagamente somiglianti ad un abbonamento, sono riservate agli under 26 e agli over 60. Tutti i pendolari dell’ammore d’Italia, che di media gironzolano intorno ai trenta, se lo prendono in quel posto, e non dal partner. Che fare? Perché Trenitalia non si cura di noi malgrado il fatto che gli inzeppiamo le casse di soldi ogni weekend? Perché non c’è la Cartaviaggio dell’Ammore?

Amici di Ammore, uniamoci, e facciamo qualcosa.

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