Ho un vago blocco dello scrittore, misto a pigrizia, misto a crisi monetaria e un umore che potrei agevolmente riassumere in una formula consolidata: né carne né pesce. Un po’ piango di sconforto e nostalgia di casa, un po’ mi godo la vita con film fantastici tipo Persepolis ché ti ridanno fiducia nel genere umano e nella bellezza delle sue produzioni artistiche, Beck’s a due soldi con personcina simpatica, weekend a casa a godermi la primavera in boccio durante i quali addirittura mi metto mezza gnuda a prendere il sole, pub serali e pizzerie con le micizie più amate, risate, cazzate, sigarette. Siccome questo post è un informe guazzabuglio, tiè, ci butto dentro anche la segnalazione di ‘sto post, e di tutto il resto del blog che seguo fedelmente da anni e anni e ancora mi ostino a cercare il corso di filosofia per alcolisti in giallo senza voler credere che non esista e che fosse un ischerzo.

Pago un pegno a Fox, devo pubblicamente annunciare che il suo ultimo cambio di look tricotico effettivamente le sta bene, con le punte un po’ più chiare del castano resto, ma del resto Fox è gnocca e lo sarebbe anche rasata a zero, quindi questo annuncio è inutile.

Sono andata in pari con gli americani anche per quanto riguarda How I met your mother, proprio quando gli italiani cominciano a vederselo su Italia uno, ora non mi resta che Heroes, laddove ho peraltro scoperto che Rafaeli è nel cast, però è inglese, alcolista, porta un’armatura da samurai ed è nel Giappone dell’anno 600. E invece Mohinder Suresh ha una bancarella di frutta vicino alla stazione Tiburtina.

Per il resto, si piange miseria a tal punto che l’altro giorno mentre attraversavo rischiando l’arrotamento, ho seriamente pensato agli eventuali soldi che un pirata della strada mi dovrebbe sganciare in caso di. Proprio come quell’indiana che vidi a Varanasi che fece finta e però non ci credette nessuno.

Almeno l’amore tutto bene. (sgrat)

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