Non sapere cosa fare
dove farlo
non sapere cosa farà qualcun altro nei tuoi riguardi
pensare
pensare
andare a vedere un film con una personcina che ti piace
avere dei protagonisti due giudizi morali del tutto discordanti e godersi la differenza
bere Nero D’Avola in bicchieri di plastica gelandosi il culo in piazzetta a San Lorenzo
da un po’ di tempo a questa parte vivere tutti i giorni cittadini guardando le cose nella prospettiva di doverle lasciare
dormire
sognare di perdere un borsone in un viaggio in autobus verso il mare con donne amiche e familiari e incazzarsi con l’autista comecazzoèpossibileperdereunbagaglioinautobusmicaèunaereo e poi incazzarmi con le compagne di viaggio perché se ne sbattono del mio problema e sono già in spiaggia a prendere il sole lasciandomi sola con la mia perdita
svegliarsi
partire per tornare a casa
addormentarsi sul bus
essere svegliata dal telefono
svegliarsi col piccio dei bambini svegliati
guardare nuvole a forma di fungo
andare al mare parlando del passato e di come sembri chiuso in compartimenti stagni
pronunciare la frase mi sembra di essere al mondo da cent’anni
bere tè verde al gelsomino e pensare che è una sinestesia, è mangiare un profumo
sapere che non sono al meglio di me, non fisicamente
sapere che sono trascurata
ricordarmi di quando mi curavo meglio come una piantina
avere voglia di trattarmi meglio
di disciplinarmi un minimo
portare sempre gli stessi vestiti
stilare per gioco liste di confessioni solo per provare la liberazione di dire quello che non potrai mai dire, segreti piccoli, segreti grandi, bugie bianche, cose del passato, cose buffe,e poi chiudere il file senza salvare
sapere senza bisogno di guardarti allo specchio che con questa luce ti si vedono i baffi che devi tirar via e non c’hai voglia
tornare a casa per trovare che di fronte al vialetto la contrada ha fatto mettere una stazione della via crucis, non solo per pasqua, per sempre, una grossa croce di legno lungo la strada, vedere che è la numero tredici
andare a controllare su google e scoprire che davanti casa mia c’è la stazione della morte, evviva, allegria
cercare di non pensarci
notare che ogni volta che torni a Lanciano c’è una concessionaria nuova o una vecchia ristrutturata,
vedere che il bonifico non è ancora arrivato
ridere perché mamma non finisce più le frasi che contengono la parola LINDT perché lei pronuncia LINDI e sa che io la piglio per il culo
ricevere con giuoia l’uovo di pasqua kinder
essere triste perché lo volevi qui e lui non può esserci
essere molto triste perché era importante
perché è una cosa che aspettate da tanto
vedere le solite cose belle che ti circondano
cose persone mare fiori frutta e città e vederle tutte con una piccola fitta di tristezza perché non puoi mostrarle a lui
cercare di non pensarci
avere pazienza
parlare con lei ad un tavolino di vimini con le sigarette in mano
chiedermi se qui sarei felice
chiedermi come sarebbe visto un mio ritorno dalle persone che mi conoscono
chiedermi dove posso essere felice e facendo cosa posso essere felice
e sapere almeno una cosa: con chi.

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