Volevo fare un post che si sarebbe intitolato Come Quando Fuori Piove perché era quello che ho pensato mentre fuori – appunto – pioveva, e mentre io e Trent Lane  si stava invece molto ma molto al caldo. Invece no, basta, basta parlare solo delle nostre chiuse come direbbero i romani. Parlerò invece del fatto che finalmente c’è stato un incontro ravvicinato tra lui e qualche pezzetto dell’altro mio mondo, quello natìo, e finalmente ho una testimone, L., che può dire a tutti gli altri che Lui esiste e non me lo sono inventato. Incontro avvenuto alla stazione centrale, io me li guardavo cercando di realizzare che il fotogramma era lo stesso, che stavano nello stesso posto, non erano due foto accostate, un fotomontaggio. Stava Lui, e stava Lei, e stava anche qualcun altro che ha subito notato la somiglianza col tipo grunge di Daria.

Non parlerò invece della tristessa postelettorale, né di altri argomenti seri, perché sono tanto stanca e dallo stress oggi quando sono tornata a casa ho pelato una montagna di patate piangendo di nervoso, e quindi parlerò soltanto di cazzate come al solito, tipo che quando sono arrivata a Termini c’era il pelato della premiata ditta venuto a prendere qualcuno del mio treno, oppure dirò che ho imparato ad usare (con sangue e sudore) Ad*be Premièr* Eleme*ts, potrei anche dire che Valeri* Mastandr*a mi ha fatto un sorriso mentre ci facevo le riprese, o che ho lo smalto scheggiato perché Lui ha scoperto il divertimento di graffiarmelo via. In cambio io gli ho lasciato un bel graffito rosso sulla schiena. E a proposito di graffiti sulla schiena, invito gli scribacchini a visitare il nuovo sito di Toilet, e soprattutto questo bando, perché l’ho scritto io e mi volevo vantare un po’.

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