Ho sognato, per la terza volta, che una persona il più delle volte sprezzante e indifferente, si comportava con me in modo amichevole, e fiducioso. Con me e con un’altra persona, a cui voglio bene, che nella realtà viene trattata anche lei in modo parimenti sprezzante. Ho sognato mio padre che se ne andava in giro in frac in una giornata di sole. Ho sognato l’Ape Car azzurra di mio padre con la cabina piena dei miei parenti canadesi tornati in visita. Ho sognato che ero in piedi in un autobus e partiva una canzone allegra dei Cake e io la canticchiavo e incrociavo lo sguardo di una ragazza sconosciuta che stava cantando pure lei, e ci facevamo un sorrisone.

Il mio inconscio ha avvertito una carenza di allegria e mi ha fatto una flebo notturna.

Volevo andare a Torino. Volevo andare a Milano.

Non vado da nessuna parte, sto tappata in casa a tradurre che sono indietro in modo indicibile. La Pina e Diego di Deejay infieriscono dal loro stand a Torino incitando le folle ad andare al meraviglioso, imperdibile evento. E ieri sera qualche omino che guardava la partita mi salta anche fuori sul balcone gridando TUTTI A MILANO! ANDIAMO TUTTI A MILANO! TUTTI A MILA-A-A-NOOOO.

No, grazie, eh. No, no, continuate pure.

Ieri ho rivisto una persona che mi piace tanto e sono stata contenta e mi ha detto Oh, sei dimagrita un sacco! Non è vero, ma grazie.

Guardo le foto del Salone di Milano fatte da L., sono bellissime, io sono una profana della fotografia ma le dico quello che penso, sono bellissime e luminose, come lei, e ce n’è una che è semplice, sembra un quadro di Rothko, ma più felice, quattro strisce orizzontali di colore, quattro cose che nella realtà non stavano insieme, strada, edifici, cielo, nuvole e lei le ha prese nel mirino della sua Canon e ne ha fatto un mazzo, come i fiori. Una fascia arancione, una fascia d’asfalto nero, un profilo di edifici bianchi, una striscia di cielo blu con le nuvole bianche. Un mazzo di colori perfettamente armonioso. Hai fatto l’ikebana della fotografia, le dico. Bello! Che cosa bella che mi hai detto!

Ho letto Mattatoio N.5 finalmente, poi guardo questa foto fatta da lui e penso che questo bacarospo potrebbe essere un tralfamadoriano perfetto, con le manine sulla testa. Ho letto Fedra di Racine e ho pensato che aveva un che di soap opera, ho letto cose per lavoro, sto leggendo Franny and Zooey di Salinger, in inglese in un libercolo dall’aria vecchissima che avevo trovato su una bancarella, con le pagine ingiallite e l’inchiostro che si è un po’ spampanato come se fosse scritto sullo Scottex, e l’odore inebriante di carta vecchia. Ho inzeppato lo scaffale di aNobii, adesso è tutto lì per bene in ordine e il mio feticismo gongola.

Ho riparlato dopo tanto con Luis Fernando su MSN. Riassunto di Luis Fernando: venezuelano, conosciuto durante permanenza studio di due mesi a Ottawa tipo sette anni fa, all’epoca etero (e corteggiante sottoscritta e amica bionda ora mamma, ciao First Lady Mom), poi pian piano bi, ora sull’altra sponda con tutti e due i piedi, cittadinanza canadese e sposato con Adam. Mi fa su messenger ti rendi conto che io e te ci siamo visti due mesi e poi mai più e ciononostante sono sette anni che parliamo? Sì che mi rendo conto, non è fantastico? Ora ha la cittadinanza, può viaggiare senza strani giri. Forse viene in Europa. Si sfoga, non può dire alla sua famiglia a Caracas della sua gheitudine, men che meno del matrimonio, men che men che meno delle intenzioni di adottare. Non può, quando ha provato ad accennare, la madre gli ha imposto il silenzio e di non affrontare mai più l’argomento, pena lo scatafascio dell’intera famiglia molto cattolica e molto conservatrice. Gli dico I’m sorry. Mi dice Nessuno ha una vita impeccabile. Ho tutto il resto. Amore, lavoro, amici, è tutto perfetto. Gli parlo di Lui, glielo faccio vedere in foto. He’s artsy and sexy, mi dice. He is – gli dico – and sweet and funny. Mi dice Looks like your eyes are shining when you talk about him. Via Messenger, l’ha visto, capito. They are, gli dico.

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Update:


sia mai detto che ci si lascia scappare una cazzata (da www.faceyourmanga.com)

 

 

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