Riemergo dal torpore solo per dire che oggi compio ventinove anni, sono tutta salata, ho i capelli stopposi, ho comprato due materassini che probabilmente non userò perché hanno una valvola di sicurezza che non solo impedisce l’uscita dell’aria ma anche l’entrata, cioè ci vogliono due cristiani per gonfiarli, uno che tiene il beccuccio un po’ fuori e preme fortissimo la valvola e l’altro che stantuffa indefesso sul pedale della pompa per trentacinque minuti. E lo so che ho appena usato almeno due parole che si usano solo nella letteratura pornodozzinale (citando vertigo). Insomma, secondo me ripiego su due tappetini da fitness. Perché l’idea era di portarli in scozia laddove campeggeremo, perché dormire in scozia costa tantissimo e ci sono due soluzioni economiche, il campeggio o le camerate d’ostello. Una concede la possibilità di fare all’amore in privato, e l’altra no. La scelta si è fatta da sola.

Ho visto ventuno stelle cadenti prima del compleanno e due dopo, sono stata ad una festa itinerante in un paesello medievale di montagna laddove si è ballato e sbavato al suono e alla vista di sei celti wannabe vestiti di pelle nera con tre tamburi e tre cornamuse e tre metri di capelli per uno. Mangio un sacco di cocomero e di fritture di pesce. Vado in giro con la mia ragazza. La mia ragazza si è beccata una zucca volante su un occhio mentre saltellava una tarantella. Lo giuro. Una zucca lunga e gialla. Volante.

Finalmente ho un goccino di ansia prepartenza. Ma non vedo l’ora di stare in giro con lui per due settimane.

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