Pare che per alcuni il mio scaffale di anobii risulti vuoto. Sgomento. Quando il primo che se n’è accorto mi ha detto non me l’aspettavo di trovare vuoto il tuo scaffale di anobii io coda di paglia ho pensato Oh cazzo, lo sapevo che ho letto troppa poca roba in confronto a loro (lui e la donzella, la cui deliziosa casetta ha libri al posto della carta da parati), me misera. Poi invece mi manda lo screenshot del mio scaffale vuoto e capisco. Se qualcuno ha delle spiegazioni tecniche, è il benvenuto.  

Voglio disintossicarmi da WordChallenge, il giochino di Facebook. No, non è vero. Voglio solo battere gli unici due miei amici con punteggi inarrivabili. Non mi facevo così competitiva, e invece.

Stasera me ne vo a casa per diversi giorni ed è un mese che non ci vado.

In camera mia c’è un geco, a meno che non sia uscito a mia insaputa o non sia morto, ci farei pagare l’affitto se potessi perché mi sono rotta il cazzo di pagare quasi doppio perché non trovo una qualsiasi pincona che mi occupi il posto letto e che non sia la famigerata partenocoinquilina.

Finalmente Roma si è ingrigita e oggi pioviccica. Fa fresco e si sta bene e io ho voglia di cinema, libri, serial che ricominciano, cibi pesanti e coperte. Quand’ero piccola l’estate mi piaceva di più, adesso non lo so cos’è successo. Si prospetta forse un altro viaggetto natalizio ma per ora il mio primo pensiero è un altro, che egli venga giù a casa mia sulla east coast. Stiamo insieme da un anno & more, e ancora non ci si è riusciti. I miei amici credono alla sua esistenza solo perché si fidano e qualcuno ci ha parlato al telefono, ma è un po’ come dire Credo agli ufi perché l’universo è grande ed è presuntuoso credere che ci siamo solo noi.

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