Prendete X-Files, togliete gli alieni, conservate l’FBI, i complotti governativi e l’agente femmina dagli occhioni angelici e un misto tra estrema intelligenza ed estrema sensibilità/umanità. Il partner fatelo fuori in fretta.

 

Prendete Heroes, togliete le teorie evoluzionistiche e sostituitele con esperimenti segreti di scienziati pazzi assoldati dal governo. Tenete uno scienziato geniale, che questa volta non muore subito, fatelo pazzo, e dategli un figlio parimenti intelligente (a differenza di Mohinder Suresh che è un pochino fesso).

 

Prendete Dawson’s Creek, rapite un personaggio che già era smart e witty e sensitive e trasferitelo aggiungendo un pizzico di sarcasmo e esilarante umorismo alla Gregory House.

 

Prendete Dr House, togliete l’ospedale e conservate le diagnosi lampo e i dialoghi di confronto serrato tra geni che in cinque minuti trovano la soluzione per salvare vite e risolvere problemi.

 

Prendete Lost, togliete l’isola, pescate un personaggio marginale nero dagli occhi inquietanti di uno che sa tutto e fatelo diventare un capo. Già che ci siete prendete anche un bell’incidente aereo in apertura di serie, come omaggio.

 

Prendete Oz, fate uscire di galera Miguel Alvarez, l’uomo (origini portoricano-cinesi, pensate che cazzo di mix) dagli occhi più commoventi nella storia degli occhi e piazzatelo nell’FBI a fare il collega amico tosto e sincero.

 

Mescolare, servire e tenersi stretti: lo stomaco alle scene splatter che nulla lasciano all’immaginazione; le mascelle per lo shock dei continui colpi di scena e misteri che si susseguono.

 

Giudizio finale. Fiiiiico.

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