Casco a pezzi. Per aver portato tre sacchetti della spesa da un lato all’altro della tibbburtina (cioè attraversando la strada, non per il lungo dal tirreno all’adriatico), mi fanno male tutti i muscoli delle braccia. Mi fa male un ginocchio da tre settimane, senza motivo apparente. Sono stata da Ikea con la mia ormai abituale compagna di Ikea, tornando a casa con una scarpiera che mi sono FRAM data su un piede, e grazie a dio era di plastica, ma il mio piede no quindi adesso è viola. Perlomeno fa pendant con le onitsuka tiger. La scarpiera invece è rossa.

Nel mio ipod convivono al momento i Notwist, gli Oasis e Vinicio, e me li immagino come in una barzelletta “ci sono un tedesco, un inglese e un italiano…” che si guardano con sospetto dalle loro tre ben diverse realtà musicali.

Ho visto Adrian Brody in giro per Roma ed era bellissimo. Ho conosciuto una scrittora americana di teen book che abbiamo intervistato e ci siamo messe a parlare di Obama.

Sono entrata in Feltrinelli per accompagnare la suddetta al suo firma copie e figuriamoci se uscivo a mani vuote, soprattutto perché stavamo proprio lì vicino allo scaffale dei graphic novel.

Dalla mia wishlist di anobii sono stati di conseguenza depennati (e spostati sullo scaffale) Maus di Art Spiegelman, tutti e due  i volumi dei coniglietti suicidi, il primo volume di Deathnote. Ché se aspetto che qualcuno si affacci nella wishlist per farmi un regalo, eh, buonanotte. *ammicca*

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