Almanacco del giorno dopo: domani è Santa Silvia. Così, la butto lì.

Sono a casa in terra natìa e ogni volta in piedi sul balcone col sole il cielo blu blu le nuvole bianche bianche i cani i gatti gli ulivi e tutto il resto penso, diosanto, questo è l’Eden, cosa ci faccio altrove io? Eh? Cosa ci faccio? Poi mi ricordo del lavoro e penso vabè, almeno sono a poche ore di viaggio e posso tornare spesso. Per il suddetto lavoro ho passato una lunghissssssima giornata, stancante e divertente, tra anteprime di film e presentazioni di libri e attori che firmano copie di libri da cui è tratto il film in cui hanno recitato che esce il 21 novembre, insomma, libri dal pubblico gggiòvane, molto gggiòvane, un pubblico sterminato di ragazzine urlanti e io che stavo lì e gironzolavo con la mia telecamerina sono tornata a casa con le urla ancora in testa e una bella sensazione di adolescenza in fiore, come avrei urlato io all’epoca se mi avessero lasciato andare ad un concerto dei Take That e invece no. Di ore e ore di girato da montare ho messo su il primo videino (mano mossa per sgomitare, 16:9 che non ho avuto tempo di cambiare, ma almeno lì a fare quel video c’ero solo io, e non tutte le reti nazionali come all’anteprima all’auditorium, cacchio), che ha fatto in 24 ore qualcosa come 5000 visualizzazioni, non solo dai fan italiani ma anche da quelli americani che avrebbero voluto essere a Roma e invece ciccia, per una volta arriviamo prima noi. Guardo il contatore di youtube e penso ehi quel video l’ho fatto io, c’ero io lì, a me l’attricina mi ha sorriso trovandomi a un palmo dalla sua faccia, inginocchiata accanto. Niente. È divertente.

Comunque una mia foto sarà in una copertina. Giuro. Non ve la dico però. Preferisco che uno vada in libreria e dica Ehi, ma io questa la conosco! Non che mi si veda molto nitidamente… In più, a novembre esce anche la mia terza traduzione, una godibilissima, accattivante e divertente storia di vampiri di un abile scrittore americano, non lo dico perché l’ho tradotto io eh, è proprio fico. Quanto prima vi do il link.

Ho sognato mantidi, tante mantidi, erano ovunque e io sono mantidofobica, e ho sognato anche persone che si trasformavano in altre persone o in animali e io per esempio ero diventata Robin di How I met your mother (mammagari) e c’era Ted che mi guardava e il mio compito era di far tornare tutto alla normalità ma io ero lì ossessionata dalle mantidi, e nel sogno i maschi ci giocavano e le femmine si schifavano. Sarà anche che ieri sera abbiamo mangiato cinese.

Ieri sera un vecchio amico bibliofilo mi ha caldamente consigliato di leggere i racconti di Alistair McLeod e io ora questo libro me lo devo trovare. Lo scrivo qui così mi ricordo.

Adesso io vado a mangiare le tagliatelle al ragù e il polpettone, voi non so. Fuori sento mamma che spacca nocciole con una pietra sul piano di marmo. Sento Lalla che miagola per il pranzo in ritardo. Prima ha preso una lucertola poi ha chiamato la figlia Cijetta per dargliela in pasto con quel miagolio riconoscibile che significa “lavati le mani ché è pronto”.

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