Comincia oggi la mia ultima settimana nel mio attuale posto di lavoro.

La settimana scorsa è stata così travolgente che ancora mi gira la testa, una intera rivoluzione nell’arco di una manciata di giorni. Un’offerta piovuta dal cielo, letteralmente, nei giorni dei nubifragi, che non posso rrrrrifiutare, e di colpo un nuovo posto di lavoro. Stessa funzione, nuovo posto.

Qui ci sono stata un anno e mezzo e ci ho conosciuto persone meravigliose, che non dimentico, con cui non ho nessuna intenzione di interrompere i contatti, qui ho cominciato, è stato il primo posto che mi ha dato modo di infilarmi nel mondo dei libri a tempo pieno. Solo a scrivere questo post mi viene da piangere, ed è quello che farò per un bel po’, mentre finisco questa settimana.

Un colloquio fatto ai confini del mondo, arrivandoci sotto il nubifragio, con treni che saltano e alberi sui binari e macchine che mi fanno la doccia con le pozzanghere, farfalle d’ansia nella pancia, la vita che cambia.

Nell’arco di due giorni. E ancora mi gira la testa.

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