La canzone di Natale di Deejay quest’anno non mi piace. L’hanno messa insieme con il filo di ferro, usando una canzone che è stata dedicata espressamente a una persona e se io fossi quella persona un po’ ci rimarrei male.

Ho iniziato e messo via due libri di Ballard. Avevo amato Il condominio e un amico mi aveva detto meraviglie de L’impero del sole. Quest’ultimo magari lo riprendo con calma e impegno, o mi vedo il film di Spielberg, ma La mostra delle atrocità ciao. Non ce la posso fare. Il nonsense mi fa incazzare, non ce la faccio, non ce la faccio a chiamarlo genio, o semplicemente mi fa incazzare quello che non capisco e magari un senso c’è. Non lo so. In ogni caso, ciao.

Anche L’uomo autografo di Zadie. Denti bianchi era waaaaaaaay better, Zadie. L’uomo autografo è bello, sì, sei sempre tu e io ti voglio bene, Zadie, ma stavolta ho fatto fatica. Pretenzioso. Verboso. Ti sei un po’ scritta addosso.

E invece ho cominciato Maus di Art Spiegelman e che ve lo dico a fare. E devo assolutamente procurarmi un graphic novel visto a casa di Pulsatilla che si chiama Blankets, uscito in allegato con non so quale giornale, sperando che qualche pia casa editrice lo pubblichi e che io non abbia definitivamente perso il treno con quel non so quale giornale.

In più mi sono letta il primo volume di DeathNote, anche se ne avevo già letto un bel po’ online in francese, e adesso voglio gli altri, subito, mò, ho detto adesso!

Credo di non essere più fatta per il 70% d’acqua, secondo me le percentuali di noi tutti recentemente si sono alzate. Quando vado a lavorare mi porto i calzini di ricambio in borsa, per dire. Inutile lisciare i capelli, riprendono quel mezzo boccolo rinascimentale in fondo non appena varcata la soglia di casa.

Trenitalia fottiti. Mi costringi a prendere la tua cazzo di freccia rossa e a pagare quello sproposito. Tratta Milano-Roma, nell’intero arco di una giornata ci hai lasciato due pulciosi intercity e due pulciosi eurostar della vecchia guardia. Poi tutti rossi rossi rossi. Costosi. Che costano uguale – tra l’altro – sia quelli da 4 ore che quelli da 3,30. Fottiti Trenitalia, ti odio anche se mi servi, e proprio per questo ti odio di più.

È nato un pupino alla mia amica biondona e io mi emoziono e immagino com’è, che per nove mesi te lo sei caricato sulle reni da dentro e adesso te lo puoi caricare da fuori sul petto. Chissà com’è. Che storia.

Non ho tempo e non ho voglia di scrivere eppure quando sono in giro, nella testa scrivo. Mi sa che devo cominciare a prendere appunti, cosa che non è mai stata mia abitudine.

No, non ho tanta voglia di mettere i link.

Sembro nervosetta a leggere questo post: no, no, sono un buddha ultimamente, è solo che dire le parolacce è divertente.


A breve me ne vado a casa per le feste, e a tal proposito, nel caso in cui non dovessi più scrivere fino all’anno nuovo, vi lascio una canzoncina che anche se bazzica il mio ipod tutto l’anno, sarebbe natalizia e io la amo (soprattutto quando dice G*d is gonna kick your ass, you infidelic pagan scum).

http://media.mtvnservices.com/mgid:cms:item:southparkstudios.com:151728:

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