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Non è che ho smesso di scrivere… è che svegliarsi tutte le mattine alle sei e mezza dà una stoccata significativa al tuo uso delle ore notturne per farti i fatti tuoi. Dopo una serie di mattine traumatiche ho capito che per sopravvivere senza danni cerebrali, devo cercare di andare a letto almeno alle undici, e quindi una volta tornata a casa, dopo aver mangiato e assolto a incombenze domestiche, non resta molto per rimuginare e digitare rimuginii. Mea culpa.

Questa è una fase serena. Anche se Paolo Fox per gennaio e febbraio mi predice pianto e stridore di denti, io sono tranquilla, pacata e speranzosa nel futuro. Alla faccia di Saturno.

Il consorte invece, da tempo in ambasce lavorative, si ritrova un topino nel motore della Mini, che ha fatto un nido con busta di plastica, foglie e cavi rosicchiati dal suddetto motore. Il consorte ha bisogno di una doccia d’acqua santa. Io faccio quello che posso ma non sono una zampa di coniglio, quindi più che abbondare di grattini di consolazione non posso fare.

Ho una nuova traduzione da fare, un racconto lungo, e tanti booktrailer in programma, e poi sui treni leggo un sacco, e tra un po’ ricomincia Lost, e avrei bisogno di una dieta ma il massimo che riesco a fare è darmi una regolata rispetto al solito, in me il principio di piacere ha sempre dominato sul senso del dovere, non mi posso mica snaturare.

Dopo il weekend milanese numero enne galleggio ancora su uno sbuffo di vapore amoroso, e mentre galleggio benedico i ritardi delle dannate frecce rosse che mi permettono di chiedere rimborsi e alleggerire le somme esose che sono costretta a pagare. A ‘sto giro, ne ho chiesti due, uno per l’andata e uno per il ritorno.

Il 2009 finora ha portato tre rivoluzioni: ho detto basta alle canottiere e sì ai body, salvando le mie reni da perniciosi colpi d’aria e liberandomi dalla schiavitù di reinfilare i lembi nei jeans a vita bassa ogni volta che mi siedo o mi alzo. M’è cambiata la vita. Poi ho detto basta al trolley per i weekend e mi sono comprata una borsa grossa e fichissima. Così, tra l’altro, la finisco di portarmi dietro il mondo per due giorni netti in cui peraltro, se va bene, si esce solo per fare la spesa (le chiuse sono la ricetta della felicità). La terza rivoluzione è che è andata via la mia ultima compagna di stanza, e dico ultima perché adesso – squilli di trombe – mi posso permettere la singola, diosialodato, e quindi finisce anche la sfiancante ricerca di compagne di stanza, finisce il doversi vestire in cucina la mattina, finisce il mettersi d’accordo per mettersi a dormire, finisce la condivisione, evviva la solitudine. Adesso attacco i letti, e mi serve un piumino matrimoniale. Le lenzuola le ho già comprate.

C’è un’altra rivoluzione che mi aspetto dal 2009, tirandola per le lunghe dal 2010 ma mi impongo di avere pazienza, perché poi mi dispiace per i gattini ciechi.

Domani comunque si insedia Obama, e io stasera mi guardo W su La7 così assaporo meglio la fine del mandato del cercopiteco.

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