Si sarà notato che mi è presa la fissa di contare gli anni, e quindi dopo i tre anni che sto a Roma, dopo l’uno e mezzo che sto con Mirko, dopo i dodici anni di patente e dopo l’insano pensiero che se non avessi mai preso precauzioni adesso sarei – calcolando i nove mesi e qualcuno di recupero – potenzialmente genitrice di tredici figli, come mia nonna, mi sono messa a pensare che conosco il grappolo di amiche più strette (senza nulla togliere a quelle che non appartengono alla cerchia) da sei anni. È facile fare i conti, parte tutto da una vacanza che pareva qualsiasi nel 2003 in un Gargano ricoperto di gechi. Siamo parecchio diverse, esteticamente, anagraficamente, nella personalità, negli interessi di studio e di lavoro, e però noi ci amiamo, e io ce le ho avute vicino nel corso di una storia distruttiva e relativi strascichi, mentre venivo licenziata e mentre cambiavo vita, e io niente, le amo tutte e volevo dirlo, ché non lo dico spesso.

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