• Sguazzo in un mare di carta. Libri che leggo per farci i video, libri che leggo per conto mio nel lungo tragitto per il lavoro, risme di carta da vergare di spietata penna rossa con un ghigno sadico sulla faccia, le mie traduzioni che procedono, un progetto scrittorio folle.
  • L’ufficio trasloca e ieri, ultimo giorno nel vecchio posto, in capo al mondo, mi sono gustata la sequenza malinconica di ultime volte. L’ultimo caffè alla macchinetta, l’ultima volta che a fine giornata varco quella porta e mi accendo la sigaretta prendendo il telefono per chiamare lui, l’ultima volta che percorro il cavalcavia della morte spazzato dai venti, con i camion che sfrecciano vicino allo stretto marciapiede, suonando il clacson, l’ultima volta che vedo quel tramonto fantastico in direzione di Fiumicino. L’ultima volta che sono entrata al bar della stazione e gli ho chiesto L’ultimo caffè, grazie! E loro me l’hanno offerto. L’ultima volta che ho preso quel treno, e mentre leggevo Vargas Llosa sentivo la voce metallica chiamare le fermate, le ultime fermate, e poi niente, casa, e da lunedì si cambia percorso e invece di finire alle porte di Fiumicino si va in centro, col tram, circondati da parchi, in un appartamento gigantesco che non ho ancora mai visto. Un posto danaroso dove mi chiedo cosa diavolo dovrò mettermi per adeguarmi al nuovo setting? Poi mi dico che io sono la web editor, la nerd, la geek, vestirsi alla cazzo dovrebbe essere consentito dal mio contratto, dal mio personaggio. Lunedì it’s a new day, it’s a new life.
  •  Ci sono tante persone che devo/voglio vedere, ma casa mi trattiene in un abbraccio al limite dell’agorafobico e quando metto sulla bilancia un evento sociale e la mia stanza, vince sempre la mia stanza. Prima che alcuni amici mi depennino dalla rubrica, mi toccherà fare degli sforzi. O invitarli a casa. Come abbiamo fatto con M. la settimana scorsa, cucinandogli un cenino vegetariano collettivo che comprendeva sacher della cameo, crema di porri, zucchine gratinate, soufflé di carote, muffin salati con galbanino e olive nere e frittata di patate.
  • Ho sognato di uccidere Dexter, e l’avevo fatto perché Sylar mi aveva ipnotizzato. Questo la dice lunga sulla mia principale attività ricreativa serale.
  • Ho grossi desideri in testa e faccio sforzi altrettanto grossi per tacere, essere paziente.
  • Nel frattempo stasera – a sorpresa – viene Lei, e io adesso devo decidere dove portarla.

 

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