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Ho scritto quest’email tempo fa a una collega che voleva essere iniziata alle serie tv. Ne è venuto fuori un papiro. Nel frattempo ho cominciato a vedere anche Damages, Eleventh hour (gradevole mentre si aspetta Fringe) e Private practice (spinoff di Grey’s anatomy con Addison, la donna più bella del mondo insieme a Cate Blanchett). Ma ho pensato che se qualcuno è ancora in salvo dalla serials addiction, potevo comprometterlo, quindi copio qui:

 

…benvenuti al vostro personalissimo gran galà della serie tv.

Nel chiedermi di consigliarvi le serie tv voi non lo sapete, ma avete chiesto a un pusher di darvi la prima dose. Il pusher è felice, le piace il suo lavoro. Andrò in ordine sparso, con brevi cenni in base ai quali potrete scegliere di – ehm – procurarvi ciò che vi aggrada. Poi quando non avrete più una vita sociale e scapperete a casa perché eMule ha finito di scaricare l’ultima di Lost, non date la colpa a me.

 

Premesse: versione originale con sottotitoli in italiano, tutta la vita. Non guardo più nessuna serie doppiata, e quando mi è capitato me ne sono pentita. Tipo Dexter in italiano ha una voce da imbecille.

 

Comincio coi capisaldi e poi vado sulla nicchia.

 

LOST: ce ne sono 5 serie, la quinta è cominciata da febbraio. Un aereo si schianta su un’isola deserta. ci sono parecchi superstiti. Fin qui uno dice – io dicevo prima di iniziare – Vabbè e come si fa a farne cinque serie, 82 episodi? Si fa. Fiato sospeso, misteri su misteri, intrecci intrecciatissimi e sottotesti, citazioni, riferimenti nascosti da spulciare su internet. Una goduria. Finali quasi sempre cliffhanger (cioè la puntata finisce e tu dici Nuooooo e adesso? – e adesso ve ne vedete un’altra. È il bello di scaricare e non aspettare la tv). Cast mondiale, nel senso di un inglese, un’australiana, un iracheno, un messicano, due coreani and many many more. Un cattivo tra i migliori nella storia dei cattivi, rompicapi, suspense, azione, romance, umorismo e dei dialoghi con delle perle che non ve le sto a dire.

Cinque serie. Forse questa è l’ultima. Non potete non vederle. Highly addictive.

 

Dr House: un medico col bastone che si fa di Vicodin, cinico sarcastico e intelligentissimo, genio della diagnosi differenziale, alle prese con i suoi casi assurdi di gente che prima di arrivare da lui ha girato ventimila medici senza che nessuno capisse (e lui ovviamente, alla fine di ogni puntata, invece, capisce), i membri del suo team, la sua capa gnocca e il loro rapporto conflittuale e il suo amico oncologo. Intenso, battute memorabili, godurioso nei misteri medici, ritmo sostenuto, si partecipa e ci si affeziona ma non ci si commuove per forza. Anche qui, è in corso la 5 stagione, ne avete a fottere. Immancabile.

 

Grey’s anatomy: un po’ tipo E.R. ma senza Crichton, più intimista. Un ospedale, un gruppo di intern che inizia l’internship sulla strada della professione medica. Ambizione, sentimenti, casi umani, dubbi etici, sesso, gente che muore, gente che si ripiglia. Non è necessariamente per donnine dal fazzoletto facile. È fatto molto bene, ci si appassiona anche qui ai casi, e qui però ci si commuove qua e là soprattutto una volta fatta amicizia con i personaggi. Quinta serie in corso, idem come sopra.

 

Heroes: giorni nostri: alcuni umani scoprono di avere superpoteri: una cheerleader che si riaggiusta da sola le ossa, un giapponese che viaggia nel tempo, uno che vola, l’altra che dà la scossa, e così via. Un paio di misteriose grandi aziende dietro questi superpoteri. La cosa interessante è che non si riesce mai del tutto a capire di chi fidarsi e di chi no e quando credi di aver capito chi è davvero cattivo, questo si redime o scopri che fingeva. Cose così. Molta azione, complotti, bel cast, molto fumettoso. Tre serie, la quarta in lavorazione.

 

Dexter: di Dexter saprete già qualcosa, vive in california e fa il perito ematologo in polizia, quantomeno appropriato visto che è un serial killer. Uccide però solo i suoi simili, secondo un rigoroso codice che gli ha insegnato il padre per incanalare il suo istinto omicida. Suspense da morire, un po’ di godibile splatter, un personaggio costruito benissimo, introspezione, profondità, azione, poliziotti e ciambelle dei poliziotti. Morti come se piovesse. La sigla è una delle sigle più belle nella storia delle sigle. Tre serie, la quarta comincia in autunno. Gossip: ha da poco sposato Jennifer Carpenter, sì, figlia sua, che in Dexter fa la parte di sua sorella. Una specie di incesto. Ancora più contorto se pensiamo che l’attore di Dexter prima faceva egregiamente il becchino ricchione in cinque serie di Six Feet Under .

 

Parliamo di Six Feet Under dunque, già che ci sono. Una famiglia di becchini. Ogni puntata comincia con un morto. Morti curiose, singolari, assurde, tutte prese con macabra ironia e humor nero. Sono cinque serie in cui si diventa parte della famiglia Fisher e si finisce per voler bene a tutti quanti, è per questo che all’ultima puntata della quinta e ultima serie, si piange come vitelli. Se ci arriverete, fatemi sapere se anche voi. Ritmo non troppo serrato, drammi familiari, eppure non pesante, non retorico, brillante. Un gioiellino.

 

Californication: Fox Mulder di X-files si reinventa scrittore debosciato. Donnaiolo, tabagista, sarcastico senza speranza, eppure romantico. Sesso sesso sesso, lo si capisce dal titolo, battute sul sesso, scene di sesso, risate sul sesso. Preparatevi a vedere la piccola Grace, la bambina bionda di La Tata, cresciuta, con le tette, a cavalcare Mulder e poi prenderlo a pugni. Sono cose che ti segnano. Umorismo squisito, un po’ di drama ma sempre con leggerezza. Due serie, per ora.

 

Fringe. Ne ho già scritto ampiamente qui. È nuovo nuovo, è dell’autore di Lost, è fichissimo. È alla prima serie.

 

Gossip girl: adolescenti dell’Upper East Side, straricchi. Lusso e vestiti fantastici che quasi quasi vale la pena guardarlo solo per i vestiti. Bellino, patinato, ma potrebbe annoiare. Assaggiate e fate voi. È alla seconda serie.

 

Dirty Sexy Money è come Gossip girl ma con il cast adulto: famiglia straricca, una sorta di Dallas dei giorni nostri, intrighi, corruzione, capofamiglia un Donald Sutherland straordinario e uno dei figli è uno dei tanti Baldwin. Vale la pena. È alla seconda stagione.

 

(wow, forse ho quasi finito, pant pant)

 

Ah cazzo ma siamo pazzi, come non tirarvi fuori la perla delle sitcom, il Friends dei tempi moderni, ma più esilarante: How I met your mother. Ci hanno provato su italia uno ma con un titolo assurdo e con zero appeal e non se l’è filato nessuno. Tradotto male, inoltre, non faceva ridere. E in inglese invece sì, oh sì. Riderete. Io non rido facilmente davanti a comici e commedie, al massimo sorrido, e invece davanti a questi amici di New York  rido da sola come una cretina davanti al pc. Sono alla quarta serie. Puntate brevi, leggerezza, risate risate risate. Perfetto come sorbetto tra una puntata e l’altra delle serie più corpose. Assolutamente imperdibile, no, davvero.

 

Concludiamo con alcune opere minori, io ve le butto lì, potete lasciarvele come riserve o magari vi piacciono tantissimo e vi appassionate, fate voi:

 

Pushing daisies: Bello per tanti versi, l’aria da Tim Burton, i colori, la fotografia straordinaria, il narratore delle favole con accento superbritish, i personaggi fiabeschi, la magia, l’humour nero. Può stuccare, oppure no. Va assaggiato, almeno. Seconda serie in corso.

 

Greek: questo è decisamente teen, quindi sta al vostro gusto, comunque tratta di confraternite da college e delle loro dinamiche. Divertente, molto ggiovane, molto femminile, anche. De gustibus. Seconda serie in corso

 

Eli Stone: Eli Stone se lo cagano in pochi ma a me mi sta tanto simpatico. È un avvocato che ha le visioni, alla prima puntata vede George Michael in salotto. Vi lascio immaginare come questa tendenza visionaria apra le porte a decine di guest star celebri, in molte delle puntate. Crisi di coscienza, personaggi buffi, avvocati e tribunali. A me piace. Seconda serie in corso. Un po’ buonista, ma dolce.

 

 

 

E siamo giunti al termine di questa gran serata, ovviamente ci sono tante altre serie nel mondo su cui fissarsi ma queste sono quelle che io ho visto e che mi sembra valga la pena vedere, se avete domande su altre che avete sentito in giro, fatemelo sapere.

 

Happy download.

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