Il sedici giugno, mi fanno notare, questo blog ha compiuto quattro anni. Tanti auguri a me. Ho quasi deciso che in questa occasione abbandono il Papyrus.

Ieri invece ha compiuto gli anni lei che mi pare molto più importante come ricorrenza. Lei, che i birmani chiamano la signora, come mi insegna Guy Delisle nel suo terzo graphic novel che divoro (Cronache Birmane, dopo Shenzen e Pyongyang, e poi ? e poi che faccio?), sta lì in casa sua, potrebbe andarsene, espatriare, ma se vuol stare a Rangoon non può uscire, mai. Lei che ha stravinto le elezioni sei anni fa, e invece no, militari, dittatura, ciao. Auguri, signora.

Oggi primo bagno dell’anno, appena in tempo, prima che, a ora di pranzo, di ritorno a casa, venga giù il mondo in uno spettacolare temporale che scroscia via trenta gradi di sudore.

È un periodo di attesa, in cui invece di fare progetti, li penso, li penso e basta, e aspetto. Non riesco ad attivarmi neanche per fare i biglietti di un paio di concerti di luglio a cui voglio andare. Rimando, rimando. Mi trascino per il caldo, ho sempre sonno, sono indolente e sospesa. Sono in cassa integrazione dalla vita.

Scopro che ho accumulato tanti di quei punti viaggio che le prossime due trasferte andata e ritorno Roma-Milano di freccia rossa me le faccio gratis. Ma sono sicura che c’è qualche inghippo, tipo il premio non vale per le frecce rosse, oppure l’andata e ritorno dev’essere in giornata, oppure vale solo se sei alto meno di 1,60 e hai gli occhi azzurri e un neo sul piede destro. Sono sicura che c’è dietro roba così. Vi aggiornerò.

Prima di chiudere questo sconclusionato post, ho un messaggio per Cristina Chiabotto: Cara Cristina, tu mi sembravi quasi simpatica. Un po’ svampita, magari non questo pozzo di scienza, però, ecco, quasi simpatica. Poi acconsenti a fare una pubblicità in cui una povera crista diversamente alta, perfettamente normale e pure piuttosto tonica, viene pubblicamente dileggiata e invitata a “depurarsi” con aria sprezzante da tre vaiasse rifatte del cazzo. Cristi’, ma tu ce le hai le amiche coi disturbi alimentari? Hai presente? Ti guardi un po’ intorno? Ecco, Cristi’: ma vaffanculo, va’.

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