Reduce dall’ultimo weekend nella casa che ha visto nascere tutto, sbarco in roma termini come al solito di notte con in mano un sacchetto con dentro una vecchia radio scippata al mercatino che nonostante la veneranda età si sente una bomba, e insieme alla radio tante polaroid cerebrali della casa di cui mia sorella volle l’indirizzo per chiamare eventualmente la polizia quel lontano 3 agosto in cui partii per entrarci per la prima volta. In queste settimane la casa verrà lasciata per cause di forza maggiore e noi non la si vedrà mai più, e anche se questo weekend me la sono vissuta senza riscaldamento, lavandomi in fretta e furia a zampettate come i gatti, mi mancherà lo stesso.

Sono molto innamorata. Ancora e nonostante le cose che tardano a girare. Lo fisso mentre guarda il film perché so che si imbarazza quando lo si guarda troppo e mi dice guarda che il film è da quella parte e allora inizio a rompergli il cazzo infilandogli le dita nel naso e nelle orecchie e negli occhi o dandogli una leccata a tradimento sulla guancia e lui strizza gli occhi e sbuffa, e niente. Così.

Questa settimana vedrà anche me effettuare due piccoli traslochi, uno di stanza in casa mia, uno di stanza in ufficio, e tutti questi spostamenti tutti insieme mi destabilizzano il cervello.

Ho sognato una persona impiccata, e la sera stessa ho ritrovato più volte lo stesso topos in Parnassus, rassegna di fighi di dio e psichedelia laddove però la cosa più bella che ho scorto è stata la signorina Lily Cole e la sua rossa perfezione et rotondità.

Sugli schermi di Termini vanno in onda in loop i soliti spot ma stavolta la cosa non dico buffa perché non fa ridere ma perlomeno degna di nota è che dopo il video che inneggia alle forze armate ricordando che il 4 è la loro festa, mostrando gente che ringrazia i suoi militari in trionfo per le vie della città, c’è un video di sensibilizzazione sociale contro gli armamenti, insomma, stazionetermini, prendi una posizione.

Mi giunge dall’etere il terzo romanzo da tradurre e come al solito gioisco, salvo poi trovarmi presumibilmente a marzo, a una settimana dalla scadenza indietro commacchè a bestemmiare sull’irresponsabilità che mi accompagna sin dalle elementari. Quel che mi ha sempre fregato è che quest’irresponsabilità non mi ha mai impedito di ottenere ottimi risultati, salvo rovinarmi la salute per l’ansia dell’ultimo momento.

Sono stata a vedere i Kings of convenience in poltronissima grazie ai colleghi che mi hanno fatto il regalo di compleanno in ritardo di due mesi e sapendo che volevo andarci mi hanno preceduto nell’acquisto. È stato bellissimo. La dolcezza di tutte quelle corde, le chitarre, il violino, il contrabbasso, il piano, mi ha cullato per ore facendomi dondolare sulla sedia immaginando praticelli verdi e margherite e pioggerelle primaverili. Erlend, roscio occhialuto nerdone del mio cuore, ci ha chiamato tutti sotto palco e noi ci siamo goduti il finale da sotto i suoi piedi.

Quella stessa sera ho visto una stella cadente, e la cosa figa è che l’ho vista a San Lorenzo. Il quartiere.

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