Stavo per fare la spesa ieri, poi due pensieri mi hanno fermato: 1. ho freddo, e dentro è caldo; 2. Sono le ultime settimane a Roma e parte l’operazione Svuotiamo il frigorifero da ogni elemento deperibile.
Mi sono sparata uno di quei weekend rigeneranti tappata in casa durante i quali non ti lavi neanche la faccia e ogni tanto ti affacci al balcone giusto per vedere la gente imbacuccata gelarsi il culo mentre tu in due giorni non sei mai uscita dai calzettoni caldi di piumone.

Ho (quasi) finito un lavoro, ho dormito tantissimo, ho mangiato schifezze, ho pulito casa, ho finito Rabbia e Gang bang del caro Chuck, ho iniziato un numero imprecisato di serie tv che mancavano alla lista, gradendole praticamente tutte (Dollhouse, Modern family, The Good wife, Weeds, White Collar).

Ho vissuto il lutto di Jordan a distanza, che è più lieve, perché lui non era qui neanche prima, e non vederlo nei paraggi, qui, è normale. Ma se ci penso un po’ di più piango lo stesso. Poi a una settimana di distanza è defunta anche Cijetta, gattina mai cresciuta e sempre malaticcia e pur tuttavia campata anni e anni, che noi prendevamo sempre per il culo per la sua natura die hard, che è  sopravvissuta a un fratello in perfetta salute, che si strusciava come se non ci fosse un domani, e pensavamo che non sarebbe mai morta, nonostante l’afonia che la faceva miagolare in playback, le vertebre appuntite nonostante mangiasse per due, il fiatino affannato da polmone d’acciaio formato bottiglia da un litro. Se n’è andata anche lei, un giorno prima del suo onomastico (Santa Lucia). Un bel mese del cazzo.

Sogno molto e penso molto.

500 giorni insieme, considerate le aspettative e le lodi lette in giro che lo definivano un piccolo cult, l’ho trovato una piccola cazzata, infarcita di luoghi comuni mascherati da uh che originalità, uh che semplicità, uh che delicatezza. Zooey Deschanel oh sì, taanto carina, ma padroneggia due massimo tre espressioni e alla terza occorrenza il sorrisetto algido e l’occhione blu han già rotto le palle. E io non credo all’amore bla bla e io invece sì bla bla eh ma noi siamo amici (un altro luogo comune e mi uccido, cit.)… mi fermo, altrimenti spoilero.

A serious man. Mi è parso di rileggere Il lamento di Portnoy misto a Fantozzi e al ruolo di Wolowitz in The Big Bang Theory, che guarda caso figura anche nel film e io quando l’ho visto mi sono emozionata come se fosse mio fratello e volevo strillare Ehi guarda c’è Howard! ma poi mi sono resa conto che gli amici con cui ero al cinema non lo conoscevano e non avrebbero capito. Molto bellino, solito finale aperto a lasciarti a rimuginare un mesetto after.

Voglio il 2010, lo voglio presto. Voglio che sia diverso e voglio che succedano cose. Voglio che le cose che vanno bene continuino ad andare bene, voglio che le cose in sospeso trovino una direzione, qualsiasi essa sia sarà meglio di questo limbo. Sono stanca di immaginare che le cose succedano, voglio che succedano.

Mi sono ricordata che da piccola mi facevo i seguenti viaggi:
– gli altri visualizzano i mesi dell’anno come li visualizzo io? Io li ho sempre visti a forma di C al contrario, con gennaio in alto a sinistra e dicembre in basso a sinistra, e la notte del trentuno in pratica facevamo tutti questa salita nel vuoto fino al primo gennaio per poi andare in orizzontale fino a giugno e cominciare a declinare verso agosto che scendeva verticale continuando in settembre che digradava fino ad arrivare a novembre che cominciava a incurvarsi per finire nell’orizzontale dicembre. Li vedo così tuttora.
– Di che colore sono le lettere per gli altri? E di che sesso? E i numeri? Per me la A è sempre stata rossa e femmina. La B è verde, ed è gay. La C è gialla ed è maschio. L’1 azzurro e maschio.

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