È quantomeno curioso che mi decida a tornare a scrivere qualche segno di vita proprio oggi che ho acido lattico anche negli interstizi tra i neuroni, tra le dita, nei polsi, e financo la digitazione mi risulta faticosa. Come se ne può dedurre, in questo lungo mese di silenzio, mi sono iscritta e sono andata in palestra. Come succede per tutti e – forse – per tutto, vediamo quanto dura prima di sentirci arrivati.

Ho oltrepassato illesa il giorno più deprimente dell’anno, ho visto qualche film, ho ricominciato tutte le serie TV, sto leggendo come una dannata, soprattutto graphic novel, ho finito di scrivere (mostly editare) un librino a quattro, cinque, sei mani che neanche vi dico così se ve ne cale fate la caccia al tesoro e sennò sticazzi, ho iniziato seriamente la traduzione del terzo romanzo.

Poi ho aperto un tumblr, e l’ho aperto perché sì google reader, okay, condividi, ma su google reader ci sono quattro gatti, e se nessuno vede quel che condividi, cosa lo fai a fare? Quindi tumblr.

Poi ho fatto i biglietti per i Muse a giugno e ho impaccato l’iPod con l’intiera discografia cosicché io arrivi a poggiare le chiappe a San Siro ben preparata, frollata, macerata nelle loro leggiadre, esaltanti vibrazioni.

Ho provato a dormire con i tappi e la sensazione è tra l’utero, lo spazio, e la testa sott’acqua. I battiti e il respiro e basta. Non ho ancora capito se mi angoscia, mi piace, mi ricorda qualcosa, mi fa sentire indifesa, non lo so. Ti metti a letto e senti solo tu-tum – ssssss – tu-tum – ssssss.

Un’amica è partita per tre mesi a Londra per uno stage in ambasciata, e la cosa mi emoziona come se ci fossi andata io. Quando guardo il meteo e vedo la mappa dell’europa adesso con lo sguardo faccio un excursus sull’Italia – Abruzzo, Lazio, Lombardia – e poi salgo veloce all’Inghilterra, a salutare il puntino. Un’amica forse mi si innamora, lei dice di no, di sì, di forse, secondo me sì. Un’amica si laurea.

Succedono cose, in questo 2010, non sono ancora successe tutte le cose che voglio che succedano, ma ci sono ancora undici mesi, e succederanno, oh sì. Io, non so perché, mi sento già un po’ diversa. Nuova.


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