Dopo tanti anni di bilanci supportati da abbondante materiale grafico e iconografico, questo sarà il primo che scaturisce dalla sola memoria. Come l’anno scorso, non ho scritto quasi nulla, e anche se so benissimo che è un peccato, è come se avessi bisogno di tenere la bocca chiusa, non so se per scaramanzia o per paura di realizzare cose che non voglio ammettere, mettendo nero su bianco le cose come stanno.
Una scimmietta non vedo/non sento/non parlo, anche se – figuriamoci – sento un bel po’, come sempre.
Diciamo quindi che in questo 2011 niente tra le cose veramente importanti è cambiato, e questo vale nel bene e nel male.
Nel 2011 Jun:

– è stata in Canada per la seconda volta nella vita, e negli USA per la prima.
– ha visto New York ed è stato come riconoscerla
– è stata ad un matrimonio canadese con damigelle, limousine e corsage al polso ed è stato un po’ il prom che non ha mai avuto
– ha passato queste due settimane molto lontano con le sue sorelle, ed era il primo viaggio che facevano insieme. Sapeva che non sarebbe stato facile ma è contenta che l’abbiano fatto
– è andata in bicicletta a central park
– ha guardato la sua solita quantità imbarazzante di serie tv, e troppo pochi film
– ha esultato per le dimissioni di Silvio e ha conservato il giornale con la sua faccia affranta
– ha continuato – incredibilmente – ad andare in palestra
– ha fatto una discreta vita sociale, vedendo gli amici romani più spesso, uscendo di più
– ha visto parecchi concerti, grandi e piccoli
– e parecchie mostre, soprattutto in viaggio
– secondo le statistiche di anobii quest’anno ha letto 48 libri, per un totale di 11567 pagine. Poteva fare di meglio
– ha un po’ paura di fare il conto di quanto ha speso online. È entrata in tutti i tunnel possibili, da groupon a privalia passando per tutti gli altri che vi vengono in mente, and enjoyed every minute of it. Armadio zeppo di roba, ristoranti esplorati, massaggi che a prezzo pieno non avrei fatto, carrettate di sushi, pacchi che arrivano e rallegrano giornate. Ma anche passeggiate in centro da sola in giornate luminose a fumare, prendere il sole in faccia, camminare ed entrare nei camerini con bracciate di roba, uscirne con sacchetti pieni di colori, piccoli regali a sé stessa per non pensare alle cose che non cambiano, giocattoli per distrarre una pupa che aspetta qualcosa.
– nonostante lo shopping compulsivo, non è finita al verde, quindi suvvia, è stata brava
– ha molto consolato, ed è contenta di essere Quella che chiamo se sto male
– si è parecchio arrabbiata e ha molto pianto, ma non abbastanza da prendere una qualche decisione dolorosa. È sempre ferma allo stesso punto, sempre a sperare di non stare aspettando invano. In pratica, una scommessa
– si augura, per il 2012, che le cose succedano. Che ciò che funziona non cambi, e che cambi ciò che non funziona.

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