Cose che non cambiano
Anno dopo anno dopo anno sono qui, durante le feste, seduta accanto alla stufa di casa natìa, a far passare lunghi interminabili pomeriggi guardando tv con un occhio solo e giocherellando sull’ipad, mentre la luce fuori si spegne e mamma dorme sul divano ma se glielo dici risponde che stava solo riposando gli occhi.
Noia, rassicurazione, noia, inevitabili bilanci. Cosa è diverso dall’anno scorso, e dagli anni precedenti? Cosa ho imparato? Ho solo perso, o ho anche vinto cose nuove?
Il bilancio. Sento il bisogno di scrivere una volta l’anno, per fare il bilancio.
Ho smesso di scrivere da anni, perché un’attesa interminabile e dolorosa mi aveva cucito la bocca e annodato le dita.
Ora l’attesa è finita, lasciando un rancore amarissimo, e un futuro aperto a tutto, anche al niente, siamo onesti. Ma qui è il down festivo che parla.

Nel 2013, in ordine sparso di importanza:
– si è messa la parola fine all’attesa di cui sopra
– si è messa la firma su un contratto a tempo indeterminato
– ho cominciato a bestemmiare di più, con una certa soddisfazione
– mi sono tuffata di testa in un mare di musica, per curarmi, stordirmi, accarezzarmi i nervi indolenziti
– ho conosciuto amici nuovi, grazie alla musica suddetta
– la grande bastonata mi ha permesso di assistere al dispiegarsi dell’esercito di persone che mi vogliono bene, che si sono adoperate e si sono sucate molta, molta lagna. Aver bisogno di loro mi ha costretto ad alzarmi dalla mia consueta tendenza alla solitudine, e mi ha fatto coltivare belle persone che avevo trascurato.
– sono arrivati iurichechi e gioitempest, gattini di bellezza morbidezza e stupidità fuori dal comune
– sono andata sotto con Ruzzle, rovinando amicizie, e poi mi è passata
– sono andata sotto con Candy Crush, che mi sta facendo smettere di leggere, perché ci gioco nelle stesse circostanze nelle quali in altri tempi avrei letto. No buono.
– ho comprato i biglietti per i Mumford and sons tramite un annuncio, ho beccato la truffa, mi sono messa a piangere con la security, la security mi ha fatto entrare lo stesso
– sono stata al Blackmarket a Monti a sentire ventidue concerti unplugged di gruppetti indie e non mi sono ancora stancata, perché lí seduta in quella stanzetta, di fronte a qualcuno che suona, mi sento sempre, almeno per un attimo, perfettamente felice (cit.)
– ho visto Woodkid, due volte
– Sasha Grey si è fatta il mio taglio di capelli
– Sono stata a Torino alla fiera per la prima volta, ed è stato come una gita delle superiori. Molti amici, molto amore, molti racconti zozzi notturni, alcuni scarafaggi, molto ballare.
– ho visto i National, per la seconda volta con la stessa persona. La terza sarà con qualcun altro.
– sono stata un weekend in agriturismo con piscina con amici ed è stato pace, cicale, sole, libri e felicità.

– ho visto i Depeche Mode

– ho visto i Blur
– ho fatto l’ultimo bagno al mare il 21 settembre
– mi sono fatta la frangia blu e un taglio di capelli opinabile. Sto pazientemente aspettando che ricrescano
– ho guardato la solita vagonata di serie TV, meno del solito in verità
– ho visto I cani (per la seconda volta), sballottata in un moshpit di regazzini, e mi sono molto divertita
– ho mangiato per la prima volta la coda alla vaccinara
– ho sbancato Spotify
– ho avuto a casa amiche in gruppo e amiche sole, ed è stato sempre bellissimo
– la convivenza con la mia adorata roommate si è consolidata in un’armonia spontanea, rassicurante e rilassante. Feels like home.
– ho già fatto biglietti per due concerti nel 2014 e un weekend a Parigi con la mia ragazza. Tra proposta, scelta della destinazione e acquisto del volo: sei minuti, all’incirca.
– qualcuno di inaspettato, dolce e bello è arrivato e se n’è andato, velocissimo, perché era tutto tantissimo promettente, ma la distanza basta, anche quando è poca.
– mi sono comprata il Kindle
– sono stata dentro Amazon e dentro Google
– ho compiuto trentaquattro anni
– ho visto i Girls in Hawaii, Catpower, Kings of Convenience
– sono stata a Ventotene, per la seconda volta
– ho mangiato sul trabocco per la prima volta, in un weekend bellissimo e perfetto, pieno di amiche, mare, tramonti spettacolari

– due giorni consecutivi due persone diverse che non si conoscono mi hanno chiesto di scrivere, e io non ho ancora detto né di sì né di no. Mi sembra di non avere sufficiente competenza per scribacchiare nulla che non sia prettamente relativo ai cazzi miei, che è quello che mi è sempre riuscito meglio. Ma chissà.

2014, fatti sotto.

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