Piove da giorni. Persino io che prendo con grande filosofia le intemperie inizio a innervosirmi un po’. Ma tengo duro, torno a casa, mi scaldo i piedi con il fon, mi arrendo alle punte dei capelli che si arricciano sulla guancia, un po’ anni venti, un po’ manga.
Molti concerti, molti film, molte serie, come sempre.
Un concerto incantevole in una chiesa, il terzo nel corso degli anni, sempre la stessa rassegna. Buio, vetrate illuminate, sulle porte della sacrestia dipinti l’alfa e l’omega, una grossa croce dipinta alle spalle del cantante, ai suoi lati due ladroni con la chitarra, e strumentazione elettronica.
Sulle panche, un pubblico di barbuti hipster beve birra in bicchieri di plastica e ascolta i bassi rimbombare nella pancia, incantato nel freddo rarefatto. In mezzo, io e amica C. che mi accompagna, sulla fiducia, senza neanche ascoltare i gruppi prima. Usciamo e vado a prendere l’autobus, è notte, aspetto un quarto d’ora completamente da sola alle spalle di piazza della Repubblica, fissando i riflessi delle luci sulla strada bagnata, e sto bene.
Nel frattempo cambiano cose, e io che odio i cambiamenti abbasso lo sguardo e dico ok, certo, è giusto. Andrà bene. Poi resto da sola e piango di stanchezza, perché mi piacerebbe che qualcosa di certo ci fosse, no? Qualcosa che non cambia. E sì, in realtà ce ne sono molte, e niente è una tragedia, e andrà bene sul serio, ma per ora mi investe la stanchezza.
I segreti continuano e mi tengono allegra, creativa, curiosa degli imprevisti, di sapere e adesso? E stasera? E la settimana prossima? Faccio cose mai fatte. Con un enorme senso di libertà e molto divertimento.
Presto andrò qualche giorno a Parigi. Così. Con la mia ragazza. Non ci sono mai stata ed è ridicolo, sono stata a Mosca, Delhi, Ottawa, Busto fucking Arsizio, e non sono mai stata a Parigi. Ora ci vado, e non ho studiato niente, non ho pianificato niente, non importa, ci vado e cammino. 
Qui si affitta, di nuovo, all over again, una stanza. In casa con me. Grande, luminosa. È come vivere da soli, perché non ci sono quasi mai e quando ci sono mi piace stare da sola. È come vivere da soli ma dividendo le spese, non è fantastico? Non è il sogno di chiunque? Is it just me? Si accettano gatti, anzi, me li auguro proprio, e sono decisamente gay friendly, anzi, me li auguro proprio. Spargete la voce e fatemi scrivere su junonic at gmail.com.

Aiutate una Jun.

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