E insomma c’è questa cosa da manuale che mi succede da un po’ di anni che non ho cuore di non definire una chiarissima crisi di mezza età: la questione dello sport.

Da qualche parte c’è uno che gestisce le vite degli umani con un bullet journal e alla pagina mia c’è scritto: intorno a quarant’anni la facciamo andare sotto di attività fisica. Negli anni precedenti il giusto, così, a intermittenza, un po’ di palestra, poi SBAM, il fanatismo.

È iniziata correndo, puntando, come tutti quelli che iniziano, a fare 5 km, seguendo un piano, poi 10, poi basta perché tre ortopedici diversi mi hanno detto Piantala che hai una roba alle anche per cui puoi anche fare parapendio con i pattini, se vuoi, ma correre no. O meglio, lo puoi anche fare, ma tanto ti fa male, nel breve e nel lungo periodo. E quindi lì, siccome mi ero appena innamorata di questa cosa di correre, ho pianto parecchie lacrime come se mi avesse appunto lasciato uno di cui mi ero appena innamorata. Da lì, la deriva. Mi togliete l’eroina? Okay, cerchiamo il metadone. Mi sono comprata la bici, mi sono iscritta a nuoto. Quattro giorni a settimana sono impegnati così, tra nuoto e spinning, se è bel tempo cinque perché esco in bici.

E insomma perché?

La questione dell’estetica e della salute è una percentuale irrisoria della mia motivazione. Non me ne importa granché, non sono neppure cambiata molto da quando mi muovo di più. C’è una grossa componente di horror vacui, quello sì, tant’è che quando non ho niente da fare, niente in programma, scalpito in un modo in cui non avrei pensato in passato di scalpitare. Ma c’è anche un’altra cosa importantissima e cioè che tutta questa roba è per me un potentissimo antidepressivo senza effetti collaterali. Non che sia mai stata clinicamente depressa, ma ci sono stati momenti bui che da quando ho alzato il culo non sono più ricapitati con la stessa potenza.

E se devo pensare a quali sono i momenti in cui mi sento più felice, ora tra quelli ci sono i momenti in cui non sto pensando ad altro che a muovermi, nell’acqua, nell’aria, in strada, sui pedali.

Non è vero che non puoi scappare da te stesso. Secondo me, così, ogni tanto ci riesci.

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