Ho perfettamente chiaro in testa il ricordo delle mie aspettative sul futuro, mio e della mia famiglia, di quando ero piccola, come se fossi ancora lì in questo istante, bambina, a giocare a tennis da sola contro il muro, a rimuginare. Ho avuto tanto tempo per rimuginare, ero la più piccola di tre e mentre le mie sorelle diventavano adolescenti io ancora giocavo, quindi giocavo da sola. Osservavo lo status quo e pensavo “ora è così, poi sarà così, così e così, succederà in qualche modo questo, questo e quest’altro”. Erano aspettative banali, semplici, in qualche modo tradizionali. Non se n’è avverata nemmeno una. Molte cose che mi aspettavo sarebbero evolute sono rimaste identiche a sé stesse, per molti versi ferme, stagnanti, o semplicemente non si sono evolute come pensavo io? Non so rispondere neanche adesso. Mi aspettavo un sacco di felicità, ce n’è stata molta meno. C’è stata serenità, qualche momento felice, pochissime delle grandi svolte che pensavo. Non so dove voglio arrivare, ma in questo momento non faccio che pensare al passato, per non pensare al futuro. O per prepararmi a.

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